Calenda alla Festa dell’Unità di Pesaro: “Renzi a ottobre dividerà il partito per poi riprenderselo”

Calenda alla Festa dell’Unità di Pesaro: “Renzi a ottobre dividerà il partito per poi riprenderselo”

di PAOLO MONTANARI

PESARO – In una festa dell’Unità ridotta nelle giornate e negli spazi organizzativi, la presenza di Carlo Calenda, messa in discussione dallo stesso che poi ha accettato di partecipare alle varie kermesse dei dem, in quanto ancora iscritto e dimessosi dal direttivo del partito, è stata una vera fiammata di orgoglio politico, che ha coinvolto il numeroso pubblico, senza alcun dissenso, durante il suo articolato ma chiaro intervento.

Ed ora gli organizzatori sperano nella presenza del segretario nazionale Nicola Zingaretti, per la chiusura della Festa, anche se le sirene romane, sulla difficoltà della nascita di un governo Conte bis e sulle previsioni metereologiche avverse, non sono di buon auspicio.

Subito un affondo politico di Calenda: “Il governo con i 5 stelle è l’elogio dell’incompetenza ed un attacco alla democrazia parlamentare. Grillo e Casaleggio e il movimento hanno distrutto tutto ciò che è stato realizzato prima. Ma ciò che è paradossale e schizofrenico è ciò che è avvenuto in un mese a questa parte. Il Pd il 26 luglio si è schierato all’unanimità contro i 5 stelle. Ora la scelta politica dell’alleanza con Di Maio, che vuole imporre un suo diktat, non è questione di coerenza. Ma sappiamo che, in realtà, la coerenza in politica è per gli imbecilli, però la mancanza di dignità non deve esserci. Che cosa credono  che con l’alleanza giallo-rossa riescono a sconfiggere il centro destra, quando dai sondaggi di oggi (30 agosto) è passata dal 40,7% al 40,8%?  E di questo passo sarà il Pd perdente nei confronti dei 5 stelle e Di Maio spunterà a fare il vice premier. Io, fin dall’inizio, ho sempre detto che l’alleanza con i 5 Stelle era sbagliata, perché vorranno far sottostare un popolo di sconfitti”.

Il rapporto con Zingaretti. “Nicola mi ha scritto: ripensaci. Deve ripensarci lui per questa scelta. Io ho la coscienza tranquilla, in quanto non sono nato nel Pd, ma mi sono iscritto, da tecnico, dal momento della crisi. Non accetterò mai di andare con i 5 stelle ed anche il Pd, ad eccezione di Franceschini, era all’unanimità contro questa alleanza giallo-rossa. Ma io mi oppongo a Grillo, Casaleggio, alla piattaforma Rousseau, chiamata dopo le consultazioni del presidente Mattarella, degli pseudo temi ecologici, facendo in modo che il popolo del Pd sia disorientato”.

La figura di Salvini. “Salvini è un barattolo vuoto, dove le sue battaglie, come quella degli immigrati, sono solo simboliche e con questo pretesto si è voluto nascondere le vere e concrete battaglie per gli italiani. Io ho più paura della Meloni, che rappresenta l’estrema destra che di Salvini. Tornando all’alleanza giallo-rossa, spero di sbagliarmi, i 5 stelle massacreranno il Pd. Ma bisogna tenere gli occhi aperti perché Renzi a ottobre dividerà il partito per poi riprenderselo, pur di non precipitare al voto come vuole Salvini, che ha commesso un grosso errore politico, flirtando troppo con la Russia e mettendosi Trump e l’Europa contro”.

Poi Carlo Calenda ha brevemente illustrato il suo libro Orizzonti selvaggi, che è un vero e proprio saggio d’economia, dove dalla programmazione tecnologica si è passato al valore della globalizzazione e alla sua salvaguardia. A questo punto Calenda da politico navigato, sciorina dei dati tecnici che evidenziano l’arretratezza culturale, soprattutto fra i giovani nel nostro Paese.

“Esiste una analfabetizzazione culturale in Italia del 36%, cioè di una gestione del 2° livello, che comprende l’incapacità di comprendere uno spot pubblicitario e il 35% dei ragazzi che non padroneggia bene la lingua italiana e il 30% al sud che non compera neanche un libro. Tutto ciò – ha aggiunto l’ex ministro Calenda – come sia difficile fare cultura politica in Italia. “Farò un lavoro duro e diverso in controcorrente all’asse giallo-rosso, perché non credo in questa alleanza. Potrei fallire anch’io, perché i fallimenti in politica esistono, ma continuerò ad oppormi a programmi fatui quali sono stati proposti in questi giorni. Vorrei costruire un luogo dove poter conversare con la gente su problemi reali e non coordinare tematiche riflesse, coordinate dal presidente Conte. I giochi di forza saranno questi: fra Conte e Pd vincerà Conte e nel rapporto con i 5 stelle, vincerà il movimento di Grillo”.

 

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