Di TIBERIO CRIVELLARO

C’è un libro prezioso su Giuseppe Menta, “L’uomo che sapeva vedere” pubblicato recentemente dalla Ronzoni Editore a cura di Vincenzo Guarracino. Giuseppe menta è purtroppo scomparso alcuni mesi prima che il volume di oltre 400 pagine, a lui dedicato uscisse nelle librerie.

Ma chi è stato quest’uomo? Ben lo definisce Santo Versace nella sua nota a inizio libro: “È stato un uomo di un’educazione e classe straordinaria e un vero grande artista, un genio nel suo mestiere (…) tra i più grandi della moda (…). Con mio fratello Gianni si formava un binomio imbattibile” . Menta creava tessuti per ogni tipo di vestibilità con elementi grafico-pittorici che personalmente disegnava: “sapeva realizzare l’impossibile”. Nel libro, l’autobiografia scritta a quattro mani (si fa per dire dato che le mani sono le due di Guarracino che per tre anni ha dovuto “tradurre” la grafia del “genio” Menta). Dopo la nota introduttiva, seguono,(la prima parte) oltre duecento pagine biografiche, la seconda di altrettante, con centinaia di foto, alcune con noti personaggi della moda; la maggioranza sono foto dei suoi tessuti disegnati non solo per Versace, ma anche con altri grandi dell’haute couture.

Era definito lo stilista del tessuto, un autentico poeta dei colori, capace di intuire “oltre il visibile” per trovare nuove forme di bellezza. Menta era, ed è un continuo aneddoto, raccontato dalla moglie Engracia; uno tra i tanti: “Una volta dopo aver preparato per suo figlio Giovanni un panino da portare a scuola, era rimasto incantato dalle macchie di unto del tovagliolo di carta che l’avvolgeva, e ne aveva colto lo spunto per fare poi dei disegni meravigliosi. Con questa capacità, Giuseppe Menta (Cremona 1937 – Como 2024), con eccezionale talento e naturali doti artistiche,ha realizzato un patrimonio di immagini per tessuti utilizzati da grandi aziende tra le quali Max Mara e sarti di alta moda come Yves Saint Laurent, Versace, Armani, “opere” che restano per le generazioni a venire.

Oltre al fatto di aver dato vita dal 1974 ad una propria azienda dalle connotazioni pioneristiche, varando un marchio ecologico: “Menta Veste Natura”, improntato sulla produzione di stoffe dai colori naturali non inquinanti, restò fedele a quel principio espresso nelle parole di un autore a lui molto caro, Cesare Pavese, che il bello della vita è saper “cominciare, sempre, ad ogni istante”. Negli ultimi anni si era dedicato anche alla ideazione e realizzazione di “progetti” di opere pittoriche; “capricci”, sperimentando forme nuove, impensate, di eterea leggerezza e freschezza rappresentativa, saggiando le potenzialità del colore a farsi forma e materia, lasciandolo lievitare, Viene a chiedersi come un così “grande attore del filo” rischi di essere dimenticato per le “impotenti” futilità odierne che navigano nel lerciume dei media. Allora siate attenti a…VEDERE!

GIUSEPPE MENTA

UN UOMO CHE SAPEVA VEDERE

Ronzoni Editore