In un saggio di Giancarlo Ricci affrontato il tempo della postlibertà nella psicoanalisi

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In un saggio di Giancarlo Ricci affrontato il tempo della postlibertà nella psicoanalisi

di TIBERIO CRIVELLARO

“Siamo entrati nel tempo della postlibertà”. Oggi l’uomo contemporaneo, nella società moderna crede di essere libero, di avere il diritto e il libero arbitrio a tutti i costi. Ma se tale “libertà” implode, v’è uno svuotamento al suo interno. “Di troppa libertà si muore”, recita un detto. Tema che Giancarlo Ricci, psicoanalista milanese, sviscera nel suo ultimo saggio “Il tempo della postlibertà – Destino e responsabilità in psicoanalisi” (SUCARCO Edizioni).

La prima parte del libro ripercorre la cronistoria della vicenda con l’Ordine degli Psicologi non certo privo di rivendicazione, fatta di una “impalcatura” che scricchiola sempre più nel loro mestiere. Impalcatura in questo “caso” crollata. “Caso”, in cui ha prevalso notevolmente una censura nei confronti della libertà di parola.

Un paradigma “aggressivo” come a voler imporre una mutazione antropologica relativa l’identità del soggetto, della famiglia e della sessualità in nome dell’attuale “monde sans esprit” (citando Roland Gori) dove praticamente tutto è permesso, e il “diritto” ritenuto legittimo si rivela un grande imbroglio.

A tal proposito, viene in mente quell’aforisma di  Karl Klaus che afferma:  “la società ipermoderna enfatizza la tecnologia destituendo l’istanza della responsabilità; autodeterminazione che si fagocita al superfluo fino a implodere”… Nell’ultima parte del libro, Ricci suggerisce quanto la ricerca della libertà debba oggi interrogare attraverso la psicoanalisi. La pratica analitica mette innanzi un “lavoro di libertà”; percorso in cui il Soggetto dovrebbe provarsi a ritessere il proprio destino, a ritrovare il “desiderio” di una libertà “altra” ove il sapere della conquista da raggiungere propone l’istanza di riconsiderare la cultura come benessere dello spirito e dunque anche quello del corpo. Attraverso il “lavoro clinico”, aggiungo, significa affrontare il percorso analitico che ci è stato squisitamente indicato prima da Freud e successivamente da Lacan. Il disagio dell’attuale inciviltà può essere elaborato diversamente. Ecco come un cambiamento in positivo, una nuova speranza, potrebbe aver luogo.

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GIANCARLO RICCI

Il tempo della postlibertà – Destino e responsabilità in psicoanalisi

SUGARCO Edizioni

 

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