A Pesaro l’inaugurazione dell’anno accademico del Conservatorio Rossini

A Pesaro l’inaugurazione dell’anno accademico del Conservatorio Rossini

Dopo 25 anni ci sarà la cessazione di compiti operativi da parte di Giorgio Girelli

PESARO – Questa mattina (sabato 2 marzo), alle ore 10.30, all’Auditorium Pedrotti, in piazza Olivieri, è in programma l’inaugurazione dell’anno accademico del Conservatorio Statale di Musica Gioachino Rossini di Pesaro. Inaugurazione caratterizzata quest’anno dalla cessazione , dopo 25 anni, di compiti operativi da parte di Giorgio Girelli, del quale anticipiamo l’intervento.

————————

di GIORGIO GIRELLI*

Oggi  è una giornata di festa per il Conservatorio.   Oggi dovrebbe essere una giornata di festa,  se l’evento inaugurale non fosse duramente offuscato dalla immatura e improvvisa scomparsa  di una nostra compagna  di viaggio, la dottoressa Manuela Moroni, Direttore di Ragioneria dell’Istituto, i cui componenti sono tuttora  fortemente   sconvolti da questa tragedia.  Rinnovo quindi  ai familiari ed ai colleghi  e alle colleghe di lavoro la più affettuosa vicinanza e l’intensa compartecipazione all’indicibile dolore  per la morte di questa  giovane madre che ha ben coniugato l’amore per la famiglia  con il ruolo  di  funzionaria competente ed efficiente.Nei lunghi anni trascorsi al “Rossini” ho avuto modo di altamente apprezzare  la cortesia  e la professionalità da  lei  man mano acquisita e consolidata sotto la guida del direttore di ragioneria che l’ha preceduta, la signora Paola Fronzoni, anch’essa affranta per la scomparsa della “allieva”. E ciò mi porta a spendere qualche parola sul personale amministrativo, compatto e solidale, di questo Istituto, la cui funzione portante non sempre è adeguatamente conosciuta.

 

Appena approdato a questa struttura sono stato in qualche modo anch’io “ allievo”  delle signore Fronzoni ed Ercolessi, del signor Ricci, che mi hanno introdotto  nelle specificità di una amministrazione per me nuova. Ad essi ed a tutti gli altri dipendenti  da tempo a riposo,   riservo il mio grato ricordo  per la  fruttuosa  assistenza  introduttiva assicuratami  ai fini di una attenta gestione di un settore  molto specialistico. Ricordo pure, con apprezzamento,  l’operato delle coadiutrici e dei coadiutori (“mitico” il famoso Casabianca, dai tratti spicci ma legato al Conservatorio al pari dei suoi affetti più cari, o, in tempi più vicini, l’onnipresente Mario Tropeano) artefici di un nitore degli  ambienti di questa scuola che fin dall’inizio mi colpì, perché inconsueto per locali di una pubblica amministrazione.

In tutti questi anni la conduzione dell’Istituto ha fatto perno sul ruolo del Direttore: ho avuto il piacere e l’onore di operare con 6  personalità  (Marvulli, Perrucci, Giannotti, Tarsetti, Mattei e Bramanti) alle quali va la mia riconoscenza per il tratto signorile  e per la costruttività  da essi  impressi ai nostri rapporti. Mai uno screzio con ciascuno di loro. Mi è sempre stato sempre chiaro, però,  che in un conservatorio il primato è ovviamente  della didattica  e che l’Amministrazione , per quanto operosa e dinamica, è di supporto al principale compito istituzionale perseguito dalla scuola. Il riscontro è offerto dalle centinaia e centinaia di deliberazioni del Consiglio di Amministrazione (organo in cui sono presenti direttore, rappresentante dei docenti e  rappresentante degli studenti ) adottate in tutti questi anni: mai una che non sia stata approvata alla unanimità. Un supplemento di gratitudine sento di rivolgere ai maestri Tarsetti e Mattei, per la franca e generosa solidarietà assicuratami, unitamente ai Consigli accademici da essi presieduti, in periodi in cui meschinità e arroganze partitiche hanno turbato questo Istituto. Come non posso trascurare il ruolo svolto in momenti difficili dal consigliere Gianadrea Polazzi  a tutela della autonomia e delle prerogative del Conservatorio.

Sono altresì grato a quei componenti del Consiglio Accademico e a quei docenti che mi  hanno sollecitato a rinnovare l’incarico anche per il presente triennio. Ma c’è un tempo in cui è bene che ogni esperienza abbia la sua ragionevole conclusione. E questo mio intendimento l’avevo già  preannunciato al Maestro Bramanti fin dalla primavera del 2016.  Del resto sono la  solidale ed insistita decisione del Consiglio Accademico a suo tempo adottata in mio favore e la ordinanza del TAR,  che ha annullato una errata decisione del Dipartimento ministeriale per la formazione superiore, ad avermi indotto a proseguire questa esperienza per il triennio trascorso, sentendo così di onorare l’aspettativa derivante dai dai pronunciamenti due organismi.

Ci saranno  modi e occasioni per approfondire i tratti salienti di questa esperienza a lungo protrattasi, con nomine rinnovatesi per sette volte ad opera di ministri di varia tendenza  politica . Ora mi limito a registrare  di avere concorso, a partire dal 1993, a ricondurre il Conservatorio in intenso colloquio con la Città che mostrava non averne adeguata percezione se, al momento della mia prima nomina,  persone qualificate, chiedendomi dove fosse la sede dell’Istituto, alla mia  risposta commentavano “Ah, quel palazzo dietro la Standa”, supermercato allora attivo in via Branca.  E’ stata alzata la saracinesca,  e  oggi, forse,  alla richiesta di informazioni, qualcuno dirà: “Ah, quella via, quel negozio vicino al Conservatorio!”.

Tra le esperienze più toccanti rammento l’ospitalità assicurata per due anni a studenti di fisarmonica inviati dalla Corea del Nord con conseguente  promozione di  contatti (non senza difficoltà) con studenti della Corea del Sud, pur numerosi al Conservatorio Rossini. Di particolare rilievo le visite al Conservatorio di varie personalità nazionali ed internazionali (ambasciatori delle Corea del Nord, della Polonia) ed in particolare di due Capi di Stato (Ciampi e Napolitano) e di tre Ministri della Istruzione (Moratti, Fedeli e Bussetti), nonché i due inviti al Quirinale dove orchestre del Conservatorio hanno eseguito concerti alla presenza delle più alte autorità della Repubblica. E come dimenticare Riz Ortolani, che  mi ha sempre gratificato in privato e in pubblico nel ricondurre  alla mia iniziativa il suo “ritorno” a Pesaro: in realtà  è l’aver fatto riemergere l’ardente affetto che Riz  in animo suo ha sempre nutrito, anche dopo decenni di lontananza,  per il suo conservatorio e per la sua città che ha determinato il ricongiungimento, amorevolmente assecondato dalla inseparabile Katyna anche  nelle scelta di Pesaro quale sede di definitivo riposo. Avveduta e sensibile è stata dunque la decisione della Amministrazione comunale  di dedicare al Maestro il “Giardino della musica”, attiguo alla scuola che egli frequentò con grande profitto.  Ho sempre ammirato l’appassionato amore per la musica della Associazione Amici della Lirica Rossini  nostro partner   nella celebrazione  della ricorrenza di Santa Cecilia. Il sodalizio  prosegue  con il presidente Alfredo Mensitieri la linea di solidale vicinanza al Conservatorio che ai miei esordi ho riscontrato con il presidente Gilberto Calcagnini, autorevole ed arguto  ricercatore musicale che ha lasciato all’Istituto la sua preziosa biblioteca.

Quanto ai rapporti con il vertice romano ritengo  utile ricordare di avere favorito, con una memoria al Consiglio di Stato, il mantenimento dell’assetto binario (Presidente- Direttore) nei Conservatori,  che era stato soppresso dal governo nel testo del D.P.R. sottoposto al vaglio dell’organo di giustizia amministrativa  in attuazione della legge di riforma del 1999: uno degli esempi che rendono non facile l’attuazione di questa riforma che ha  ricalcato gli assetti tipici  delle università dove  la figura unica del Rettore è motivata dalla storia e soprattutto dalla presenza di molteplici competenze (diritto, economia, statistica, amministrazione, ecc.) mentre nei conservatori operano solo docenti di musica. Altro caso attiene all’accesso al conservatorio degli studenti infradiciottenni, da taluni contestato perché non conforme a legge. Ma alla università  l’accesso avviene dopo la frequenza di scuole medie superiori ben strutturate,  rare  e gracili invece nel settore della musica.

Venne pure  richiamata con apposite memorie  l’attenzione del ministero della Istruzione sulla introduzione, a suo tempo,  delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro, novità  allora per la pubblica amministrazione che, alle prime segnalazioni, non  sembrava molto orientarsi  in materia. Ed un cenno va riservato alla costituzione della Conferenza Nazionale dei Presidenti di Conservatorio attivata in un primo tempo assieme al presidente del Conservatorio di Napoli Del Vecchio come “Coordinamento dei Presidenti”,  e culminata con il riconoscimento formale da parte del ministero che, nel periodo di presidenza del compianto e solerte Sergio Cordibella, adottò un apposito Decreto al riguardo.

Il contatto di Pesaro,  proficuo per “Roma”, con i vertici ministeriali ha illustri precedenti in questo Istituto. Rammento, ad esempio, che  la legge sull’ordinamento scolastico del 13 novembre 1859, rimasta in vigore fino alla riforma Gentile del 1923, non prendeva in alcuna considerazione l’istruzione musicale , demandata  a strutture locali di varia natura.   Ebbene  nel 1887 Pedrotti, primo direttore della scuola, concorse in modo determinante alla conclusione dei lavori di un Commissione ministeriale istituita per elaborare il riordino delle scuole musicali: la soluzione a diversi problemi nazionali  fu individuata  attingendo alle esperienze   innovative   già affrontate in maniera esemplare dal liceo musicale di Pesaro , allora di gran lunga all’avanguardia  nel panorama italiano,  grazie appunto alla azione del Pedrotti.

Tra i  numerosi eventi  promossi, divenuti occasione ricorrente di mobilitazione dell’Istituto nel corso dell’anno,  sottolineo in particolare quelli che hanno evidenziato non solo il valore artistico dei docenti e le capacità degli studenti, ma anche il legame con gli aspetti più umani della società: il concerto per la Festa del lavoro, il Ferragosto al San Salvatore, il concerto a sostegno della LILT, la serie dei concerti promossi in solidarietà con i terremotati marchigiani,  ed anche i concerti  legati alle più significative ricorrenze della Nazione.  Ha preso quindi corpo una dimensione “sociale” del Conservatorio “Rossini” che va rimarcata nel 150° della scomparsa del famoso compositore (che destinò i suoi beni all’ insegnamento gratuito della musica) in ragione dello sforzo dell’Istituto per allargare, al di là delle discipline canoniche, il campo dei valori cui educare gli studenti.  Questa prossimità sociale dell’Istituto alle varie situazioni che caratterizzano non sempre in positivo la vita dell’uomo caratterizza dunque l’identità del Conservatorio che in tal modo offre occasione di riflessione agli studenti concorrendo, oltre all’apprendimento didattico, all’arricchimento del percorso di maturazione civica e spirituale della loro personalità. Il che appare una efficace corazza in un società sovente avida e fragile,  dove  apparenza e superficiali successi hanno purtroppo spazio.

Riteniamo così di  onorare concretamente  in maniera viva  la volontà e  la memoria di Gioachino Rossini, che Giuseppe Mazzini venerava  definendolo “titano” della musica, ed in cui non mancava una marcata sensibilità sociale a giudicare dalle volontà da lui espresse sulle modalità di costituzione e sui fini  della sua  scuola di musica. Per il suo 150°  il Conservatorio, con il coordinamento del maestro Bramanti,  ha dato vita a  un degno “anno rossiniano”, ricco di eventi godibili e pertinenti.

Rivolgo un affettuoso  saluto ai Colleghi del Consiglio di Amministrazione che con tanto impegno hanno seguito le problematiche del Conservatorio. Esprimo  il più vivo apprezzamento per l’operato dei  docenti, degli studenti e dell’indispensabile apparato amministrativo oberato di nuovi e pressanti competenze quali, ad esempio,  quelle derivanti  dal  Regolamento Europeo  sulla protezione dei dati pesonali (GPDR), dalle norme sulla prevenzione della corruzione e sulla trasparenza, dai processi di internazionalizzazione, dalle normative sugli appalti,  dalla fatturazione elettronica che rende sempre più complicate e costose anche le più modeste forniture, il tutto senza la introduzione di semplificazioni per strutture pubbliche modeste come la nostra  e senza apporti specializzati aggiuntivi.

Alla Fondazione Rossini, che sta supportando, come da norme vigenti, le strutture del conservatorio con i mezzi di cui può disporre, rivolgo il mio ringraziamento e l’augurio di potersi sempre più consolidare e concentrare nel suo prezioso ruolo di Istituzione musicologica di fama mondiale. Sono lieto poi di riscontrare che con gli amici del Rossini Opera Festival, che per diversi anni mi ha onorato annoverandomi tra i componenti del suo consiglio di amministrazione, si è man mano transitati da un rapporto meramente logistico in occasione delle edizioni del Festival a forme di collaborazione artistica grazie anche al generoso e prestigioso impegno del compianto maestro Alberto Zedda. E se Gianfranco Mariotti, cui rivolgo un cordialissimo saluto,  ha meriti storici in questa grande “Rinascita Rossiniana”, divenuta perno del riconoscimento da parte dell’UNESCO di Pesaro quale “città della musica”, il ruolo assolto dal Conservatorio Rossini nella lunga vicenda non è stato certo  secondario. E’ stata sempre di conforto la vicinanza dei sindaci Ceriscioli e Ricci, nonché del Vice Sindaco Vimini, dei quali ho con gratitudine ho riscontrato la convergenza sulle prospettive di Palazzo Olivieri, struttura ora in uso legale dello Stato e  sede del Conservatorio Statale Rossini.

Autorità statali civili e militari, unitamente ai signori Prefetti,  ed autorità  locali hanno sempre mostrato attenzione e riguardo  per le iniziative della nostra Istituzione: non  è mai sfuggito con quanta generosa partecipazione ci abbiano dedicato il loro tempo, onorando i nostri eventi. Ad esse un grazie di cuore anche per l’esempio di compostezza e dignità  che offrono al cittadino a fronte di deplorevoli andazzi e sciatterie che, anche ad alti livelli, non avvicinano le istituzioni al popolo, ma semmai le umiliano.  Alla Avvocatura distrettuale dello Stato, destinataria di frequenti quesiti e premurosa assistente nei contenziosi insorti, il plauso più sincero per il sostegno profuso, sostitutivo talvolta  di riscontri che dovrebbero trovare  riferimento in più adeguate  strutture ministeriali.

Sulla scorta di queste premesse potrai intraprendere, caro Salvatore, il tuo percorso, non facile ma affascinante,  nella certezza che le sue  varie tappe saranno coronate da immancabili successi che la tua consaputa competenza amministrativa ed il tuo tenace impegno sapranno conferire al nostro Conservatorio.

*Presidente emerito del Conservatorio Statale Rossini – Pesaro

QUI SOTTO IL PROGRAMMA:

Programma_Inaugurazione Anno Conservatorio 2019

 

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.altrogiornalemarche.it