Varie forme della poesia marchigiana: ad Ancona grande serata al Guasco con il saggio di Lorenzo Spurio

Varie forme della poesia marchigiana: ad Ancona grande serata al Guasco con il saggio di Lorenzo Spurio

ANCONA – All’interno del ricco programma di iniziative di presentazione di libri delle Mezzelane Casa Editrice presso il Museo del Giocattolo di Ancona, ieri sera si è tenuto un incontro con la poesia marchigiana. Il direttore editoriale Rita Angelelli ha dato il benvenuto e introdotto gli ospiti, lasciando la parola al poeta e critico letterario Lorenzo Spurio che nel 2017 ha pubblicato, presso di loro, il volume saggistico “Scritti marchigiani. Diapositive e istantanee letterarie”. In questo libro, che si chiude con una sezione di scatti di suggestive città della Regione, Spurio ha raccolto recensioni e saggi a libri poetici e approfondimenti su poeti locali, deceduti o viventi (tra di essi, tanto per citarne alcuni Franco Matacotta, Massimo Ferretti, Anna Malfaiera, sino a Maria Lenti, Edda Baioni Iacussi, Elvio Angeletti, Lella De Marchi).

Ad impreziosire la serata sono state le letture di alcuni estratti fatte dalla poetessa pesarese Michela Tombi. Partendo dalla nota di lettura al volume a firma del poeta e critico letterario prof. Guido Garufi si è fatto un veloce excursus sulle ultime esperienze di catalogazione dei poeti marchigiani, accennando alle antologie più recenti. Spurio ha parlato anche della sua pubblicazione, nel 2016, presso i tipi di PoetiKanten Edizioni di Firenze, dell’opera antologica in due volumi da lui curata sui poeti della Regione a partire dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi, con attenzione anche per i poeti dialettali.

Gli stralci scelti per introdurre all’argomento del saggio sono state parti del volume in cui Spurio parla dei caratteri tipici del marchigiano visti, approfonditi e strutturati nel corso degli ultimi decenni. Immancabile la citazione alla trattazione delle Marche fatta da Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia” (1957). Interessante e congrua anche la citazione di alcune considerazioni della giornalista di Rai2 Maria Grazia Capulli la quale ebbe a dire che “la nostra Regione è fatta di persone solide, costruttive e affidabili, capaci di lottare per un ideale, giusto un po’ restie, a volte, nell’esprimere i sentimenti che brulicano dentro: poche smancerie, mai un sorriso di troppo, trattenuto però da un animo gentile e generoso”.

Durante la serata l’autore del libro ha inteso dedicare spazio al poeta Renato Pigliacampo, nel cui nome viene portato avanti l’annuale concorso di poesia “Città di Porto Recanati” (giunto quest’anno alla sua XXIX edizione); Spurio ha sottolineato alcune delle caratteristiche predominanti della poetica di Pigliacampo che nel corso della sua esistenza mai si è risparmiato per difendere i diritti civili, prendendo parte attiva, tanto in campo psicologico, universitario e letterario a numerosissimi tavoli di lavoro. Il ricordo dell’uomo, poliedrico e ricco di sfumature, è stato reso possibile anche grazie ad alcuni aneddoti che Spurio ha rimarcato e alla lettura, fatta da Michela Tombi, della sua ficcante poesia “Ritorno di voce” (tratta dal volume “Dal silenzio” del 1981) in cui la dimensione della sordità, da lui vissuta dall’età di dodici anni, viene descritta come un’immolazione sacrificale “nel lamento disperato di poesia”.

Durante la serata sono intervenuti, con letture di proprie composizioni, i poeti Angela Guardato (Pesaro), Raffaele Rovinelli (Fano), Luisa Ferretti (Ancona), Ilaria Romiti (Chiaravalle), Piero Talevi (Calcinelli) e Patrizia Papili (Ancona). La poetessa e pittrice Maria Luisa D’Amico (che Spurio ha ricordato essere Presidente di Giuria per la sezione pittura nella III edizione del Premio Nazionale “Novella Torregiani” – Letteratura e Arti Figurative, organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe) è intervenuta sull’importanza della poesia oggi con attenzione anche all’amore verso la poesia dialettale anconetana di cui è espressione, mentre il critico letterario Vincenzo Prediletto ha dato lettura a una sua breve lirica in dialetto siciliano (variante messinese, di cui è originario).

In chiusura l’intervento sul palco del cultore letterario Stefano Bardi invitato dal direttore editoriale Rita Angelelli ad anticipare il tema della serata del 2 agosto che verterà sulla non semplice tematica del femminicidio, nel corso della quale si parlerà anche del suo libro di poesie “Ceramiche a capodanno”. La platea è, infine, rimasta piacevolmente sbalordita dalla performance poetico-danzante-musicale dell’artista maceratese Morena Oro dal titolo “Dea ex machina” dove, con opportuni cambi d’abito, sicurezza di movimenti e testi ricchi di pathos, ha dato forma plastica alla poesia, vestendola di luce e colore, imprimendo forza nel tracciato di testi impegnati tesi a indagare la donna nelle sue sfaccettature.

 

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