“Affascinato dal romanzo dello scrittore pesarese Ermanno Pierpaoli, Un’isola per ogni uomo”

“Affascinato dal romanzo dello scrittore pesarese Ermanno Pierpaoli, Un’isola per ogni uomo”

Intervista al professor Antonio Faeti che fa una dettagliata analisi dell’opera

"Affascinato dal romanzo dello scrittore pesarese Ermanno Pierpaoli, Un'isola per ogni uomo" di PAOLO MONTANARI

PESARO – “Quando ho letto il romanzo che è difficile collocare in un genere letterario, UN’ ISOLA PER OGNI UOMO, dello scrittore milanese, pesarese d’adozione, Ermanno Pierpaoli, sono rimasto affascinato per la purezza e bellezza descrittiva dell’autore.” E’ il primo commento di Antonio Faeti, ex docente ordinario di Letteratura per l’Infanzia all’Università di Bologna e attualmente docente e conferenziere in tante città italiane. Faeti, che trascorre quattro mesi all’anno nella sua casa al mare a Pesaro, ha letto questo libro quasi per caso, perché l’autore, dalla grande generosità d’animo, si è sempre riservato di scrivere alla sua veneranda età, il 18 ottobre, compirà 90 anni, ben nove romanzi, riservandoli, con pubblicazioni autofinanziate solo alla stretta cerchia di amici. Ma durante il World book 2016, si è parlato dei suoi romanzi con la prof.ssa Quieti responsabile editoriale della Pegasus e con Maria Grazia Maramotti, poetessa pluripremiata in Italia e all’estero, perché quando vi è arte nello scrivere, si ha una dote che in Ermanno Pierpaoli è spontanea, come una sorgente d’acqua. “La sua vena narrativa, ha sottolineato Antonio Faeti, non è semplice esercitazione ma viene direttamente dal cuore’.’

Ma professor Faeti, che cosa ha trovato di tanto emozionante e interessante in Un’Isola per ogni uomo?

“La ricerca spirituale del proprio io, le ragioni vere verso le quali volgere i propri sentimenti. E Pierpaoli ha conciliato il romanzo sentimentale con quello fantasy. Infatti volteggiando con la sua anima, è riuscito a trovare spazio per la fantasia che poi si è posata all’interno di un’isola, un Eden dello scrittore”.

Ma in realtà. Ermanno Pierpaoli, è alla ricerca di uno spazio tutto suo, come il suo giardino, arricchito di tante terrecotte, ceramiche,vasi, ricordi familiari. E’ forse stato questo il ponte di congiunzione con il romanzo?

“Potrebbe anche essere, ma vi è in Pierpaoli, la componente marinara, l’amore per la vela, che ha praticato per tanti anni e il viaggio attraverso il mare e l’approdo nei porti e insenature del Meditterraneo. Un giorno vagabondando con gli amici con l sua amata imbarcazione è approdato di fronte ad una isola deserta e affascinante e qui come un moderno Ulisse si è fatto lasciare realmente nell’isola solitaria e sperduta ed ha cercato a compiere una ricerca interiore che è poi una ricerca religiosa. Scrive lo stesso Pierpaoli: “In questa ricerca ho letto di un autore molto popolare in Francia che voglio ripetervi: << Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere>>. Dunque si comprende che l’idea della realizzazione di questo romanzo è la ricerca di un sentiero o di strade sole e polverose che conducano all’eterna primavera dell’amore”.

Dunque in questo romanzo Pierpaoli. cerca l’AMORE, che è poi il comun denominatore degli altri romanzi….

“E’ pro prio così, perché Pierpaoli è l’uomo dell’Amore, non un Cristo, ma certamente una persona che attraverso i sentimenti buoni sta percorrendo la sua lunga esistenza. Scrive Pierpaoli: << La nostra vita è una lenta navigazione verso l’orizzonte e il tramonto>>. Dunque ci troviamo di fronte ad un romanzo religioso e di avventure del mare e della tecnica della navigazione, che certamente sarebbe piaciuto a Conrad”.

Nella foto: il professor Antonio Faeti

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