La Provincia dice no all’impianto di recupero rifiuti

La Provincia di Macerata dice no all’impianto di recupero rifiuti

La decisione accolta con soddisfazione dal Comitato spontaneo costituito a Monte San Giusto

La Provincia dice no all'impianto di recupero rifiuti

MONTE SAN GIUSTO – “Con grande soddisfazione il Comitato spontaneo costituito a Monte San Giusto – come si legge in un suo comunicato –  informa che a seguito della conferenza dei servizi, la Provincia di Macerata ha adottato preavviso di diniego nei riguardi dell’ autorizzazione richiesta per la realizzazione a Villa San Filippo, nel comune di Monte San Giusto, di un nuovo impianto di recupero rifiuti speciali non pericolosi (inerti).

Il comitato spontaneo per la tutela e la salvaguardia del territorio sangiustese, nato qualche mese fa a seguito della venuta a conoscenza del progetto di cui sopra che tante perplessità aveva sollevato tra i cittadini, aveva incaricato un gruppo di consulenti tecnici per esaminare tutta la documentazione presentata al riguardo, e presentare le dovute osservazioni. Queste, insieme ad altri pareri espressi dagli organi competenti, tra cui quello negativo della Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio delle Marche, hanno infatti fatto optare la Provincia per il preavviso di diniego.

Il Comitato ringrazia quindi la popolazione tutta per l’interesse e la partecipazione, i cittadini che si sono impegnati in prima persona nel coordinamento di tutte le attività, gli imprenditori e i privati che hanno voluto sostenere economicamente la causa, i consulenti per l’apporto tecnico, e l’Amministrazione per l’interessamento, fermo restando che proseguirà comunque la sua attività di sorveglianza nei riguardi di qualsiasi altro progetto di questo tipo in qualsiasi altra area del territorio comunale.

“Questo traguardo – conclude il comunicato – è la chiara dimostrazione che quando i cittadini si impegnano attivamente in prima persona, seppur sottraendo tempo ed energie a famiglia e lavoro, i risultati si ottengono e i benefici ricadono sull’intera comunità”.

Nella foto: l’area in cui doveva nascere il nuovo impianto

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