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Preoccupa il futuro di Conerobus, Rifondazione comunista: “Preservare l’azienda e salvaguardare i posti di lavoro”

Preoccupa il futuro di Conerobus, Rifondazione comunista: “Preservare l’azienda e salvaguardare i posti di lavoro”

ANCONA – “Come molti sapranno l’azienda del trasporto pubblico locale per Ancona e provincia, la Conerobus Spa, sta rischiando di finire schiacciata dalla pressione debitoria che incombe sui bilanci. Qualche giorno fa in un’intervista TV, il presidente di Conerobus Papaveri si è affrettato ad allontanare qualsivoglia pericolo per i lavoratori, autisti e non, che rischierebbero il proprio posto (e purtroppo sono molti)”. Inizia così un intervento della Federazione di Ancona del Partito della Rifondazione comunista.

“Il debito a fine 2022 ammontava a 14 milioni di euro. La Regione Marche ha stanziato circa 2 milioni ma ci vuole ben altro per ripianare una situazione economica davvero preoccupante. Se ne sono interessati davvero tutti in questo periodo, dalla nuova amministrazione a guida Silvetti al presidente della Provincia di Ancona, dal sindacato dei trasporti ad appunto la regione.

“L’impressione – afferma sempre Rifondazione comunista – è che non si voglia ammettere che il rischio più concreto è la completa privatizzazione della società. Gli anni del Covid e gli aumenti del carburante hanno creato grossissime difficoltà a tutto il settore trasporti, ma Conerobus, a causa di scelte sbagliate della sua dirigenza, basti pensare all’incremento di amministrativi, e al ricorso alle consulenze esterne arrivate a costare 360 mila euro nel 2021 rispetto ai 187 mila del 2010, la riduzione di personale delle officine a fronte di un parco mezzi vetusto e che necessità di manutenzione costante oltre ai mancati premi produzione ai lavoratori.

“Come Rifondazione Comunista di Ancona – si legge sempre nell’intervento -, non siamo preoccupati solo del futuro e delle condizioni di lavoro di autisti e collaboratori, ma anche del continuo aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, che inevitabilmente vanno a ricadere sui cittadini e sull’ambiente. Chiediamo che l’Amministrazione comunale appena insediatasi non lasci incancrenire una situazione che dal 2014 va avanti in modo a dir poco avventuroso, ma che metta le mani su una situazione non più rinviabile.

“Se si vuol evitare il disastro della privatizzazione si stanzino più fondi, che spesso vengono destinati a cose alquanto frivole, come le campagne turistiche in cui la regione spende migliaia di euro, e si dia un occhio di riguardo anche ai cittadini e a chi vuole utilizzare mezzi alternativi alle auto private per i loro spostamenti. A salvaguardia dell’ambiente e dei posti di lavoro”, conclude la Federazione di Ancona del Partito della Rifondazione comunista.

 

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