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A Senigallia ritardi ingiustificati nella pulizia della foce del Misa

A Senigallia ritardi ingiustificati nella pulizia della foce del Misa

Dopo il blocco dei lavori – un anno fa – l’intervento non è più ripreso. E la situazione di allarme è ben visibile a tutti. Per la sicurezza della città è indispensabile allungare anche il molo di levante

di ELPIDIO STORTINI

SENIGALLIA – Da parecchi mesi, ogni volta che piove, a Senigallia scatta l’allarme sicurezza. Un problema legato, soprattutto, al fiume Misa il cui livello, in città, si alza sempre più spesso in maniera preoccupante. Ed il sindaco Massimo Olivetti, negli ultimi tempi, non ha fatto altro che firmare delle ordinanze per la chiusura delle scuole ed a far installare delle provvisorie paratie (per bloccare l’uscita dell’acqua) sui ponti Garibaldi e degli Angeli.

Ed ovviamente i cittadini, date le condizioni di allerta, nelle circostante, sono stati sempre invitati ad evitare di percorrere le strade lungo il fiume e quelle interessate dall’emergenza. L’11 dicembre – dopo l’ennesimo allarme – era stata perfino chiusa al traffico la Statale Adriatica, nel tratto compreso tra Viale IV Novembre e Via Annibal Caro.

Ma è chiaro che è ormai giunta l’ora di comprendere, anche per gli amministratori di Senigallia, che queste possono essere delle soluzioni momentanee e straordinarie da prendere solo in talune – rare – occasioni.

E che il problema va invece risolto definitivamente programmando e prevedendo interventi chiari e decisi. Ma, purtroppo, ben poco si continua a fare – nonostante i proclami – per pulire la parte terminale del Misa. Come se quello della prevenzione debba essere l’ultimo degli impegni della nuova Amministrazione comunale.

A tal proposito va ricordato che un anno fa – il 2 febbraio 2021 -, pochissimi giorni dopo l’avvio, i lavori per la pulizia della foce del fiume Misa – da tempo previsti dalle precedenti amministrazioni regionale e comunale – erano stati bloccati. E da allora non sono più ripresi.

Motivo del blocco? Il materiale prelevato sarebbe inquinante, per cui non poteva essere trasferito, come stava avvenendo dalla metà del mese di gennaio – quando era stato avviato l’intervento -, in una cava dismessa.

Il cantiere, sulla Banchina di Levante del porto, era stato così chiuso, in attesa di chiarimenti definitivi sulla classificazione della terra da scavo.

Ma, a distanza di più di un anno, nulla si sa sulla ripresa dell’intervento. E questo non può che preoccupare. Anche perché, con la carenza d’acqua lungo il canale, sono emerse, alla foce, delle vere e proprie “isole” di ghiaia. Una, quella più grande, preclude perfino il passaggio dell’acqua.

E, come se non bastasse la ghiaia, stanno comparendo anche molte delle pietre del vecchio Ponte 2 Giugno, abbandonate inspiegabilmente (dovevano essere invece portate via al termine dei lavori) nel letto del fiume.

Possibile che, nessuno, tra gli attuali amministratori comunali, ha cercato di chiarire i motivi per i quali il Consorzio di Bonifica – che gestisce l’intervento per conto della Regione Marche – non ha ancora ripreso la pulizia della foce del Misa? Che cosa si aspetta veramente?

Anche perché va ricordato che, un anno fa, dopo il blocco dei lavori, era stato dichiarato ufficialmente che l’intervento di bonifica e pulizia sarebbe ripreso in autunno. Una scelta fatta – allora – unicamente – almeno era stato detto dagli amministratori comunali – per non creare disagi durante la stagione estiva.

Ma l’Amministrazione di Senigallia si dovrebbe anche impegnare – insistendo in Regione – per far allungare il molo di levante. In quanto solo questo ridarebbe sicurezza certa a tutta la città, considerato che i problemi sono iniziati dopo l’allungamento del molo di ponente, dovuto all’ampliamento della darsena.

Nelle foto: la situazione alla foce del fiume Misa e sotto il ponte degli Angeli

 

 

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