Grande partecipazione dei pesaresi alle celebrazioni per il patrono San Terenzio

Grande partecipazione dei pesaresi alle celebrazioni per il patrono San Terenzio

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Una festa piena di spiritualità, fede, commozione quella che si è svolta in Duomo a Pesaro e poi per le vie del centro storico con la processione delle reliquie di San Terenzio patrono di Pesaro, guidata dall’Arcivescovo di Pesaro mons. Piero Coccia. Nell’omelia durante la messa pontificale l’Arcivescovo ha voluto precisare che quest’anno la ricorrenza di Sant’Terenzio, rientra in un percorso pastorale particolare, dove la Chiesa di Pesaro vuole pregare e impegnarsi per essere sempre più una Chiesa esodale, come dice papa Francesco, capace cioè di compiere l’esodo necessario a rendere più umani gli uomini, a instaurare un dialogo autentico e un incontro con tutti, irradiando la sua testimonianza e il suo annuncio di salvezza fino alle periferie del mondo.

D’altra parte la Chiesa locale sta già svolgendo un’opera notevole nel solco di una tradizione millenaria che la Festa del Patrono invita appunto a valorizzare. Anche nella nostra città le periferie sono tante : c’è il mondo dei giovani, minacciato dal vuoto esistenziale che la bufera dell’immediato e dell’istinto provoca; la famiglia, la cui fragilità è spesso all’origine di tante devianze giovanili e di altre tragiche conseguenze; e poi ci sono i poveri, i malati, il mondo del lavoro e della politica, l’ambiente e molto altro ancora.

L’arcivescovo poi si è soffermato sull’importante ruolo della Caritas nella nostra diocesi  e la proficua collaborazione che spesso nelle tematiche del volontariato si è instaurata fra la comunità cristiana e le istituzioni della città. E tuttavia la Chiesa ha sempre bisogno di riformarsi, di rinnovarsi, di riconoscere i suoi limiti, pur senza mai abbattersi. Da qui il concetto di sinodalità della Chiesa da viversi dall’interno in un cammino di conversione. I temi della missionarietà, dell’accoglienza e del discernere e integrare la fragilità è stato affrontato di recente anche dalla Conferenza Episcopale Marchigiana.

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