Unione Popolare: “A Jesi un’occasione persa per stare vicino a chi ha bisogno”

Unione Popolare: “A Jesi un’occasione persa per stare vicino a chi ha bisogno”

JESI – “Nell’ultimo Consiglio comunale abbiamo assistito ad un episodio che avremmo preferito non dover vedere. A fronte di una situazione di emergenza per 35 famiglie in grave disagio economico, abbiamo avuto modo di osservare un gioco delle parti che andava evitato”. Inizia così un comunicato di Unione Popolare Jesi.

“Davanti alla richiesta di intervento ci si è trincerati dietro argomentazioni pretestuose e burocratiche. Una scelta politica di una Amministrazione Jesina di centro-sinistra che in una situazione di emergenza decide di non dare aiuto a 35 famiglie. Se il timore della Giunta consiste nello stabilire un precedente riguardo a situazioni future, così facendo ne hanno stabilito un altro ben preciso: in caso di simili emergenze, il comune non interverrà. Queste scelte ricalcano le politiche nazionali che da vent’anni hanno impoverito tutti i cittadini con gravi ripercussioni sui ceti popolari che non riescono da avere una vita dignitosa.

Governi di centro sinistra, centro destra, governi di tecnici, di migliori, sono i responsali di questo disastro. Alla situazione attuale si aggiunge la crisi economica aggravata dalla guerra in corso.

L’Art. 3 della Costituzione italiana recita: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Le risposte per contrastare la povertà, creare occupazione, per dare diritti costituzionali e per avere pace non possono venire da chi ha creato tutto questo. La Repubblica, a Jesi, la deve rappresentare chi amministra la Città.

Vari sono i settori su cui intervenire per rilanciare il ruolo pubblico anche nel comune, per esempio, agire sulla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Ovvero agire localmente per la reinternalizzazione dei servizi dati in appalto. Agire immediatamente affinché il pareggio di bilancio imposto alle Autonomie locali sia cancellato dalla Costituzione; ovvero sforare le compatibilità imposte.

“Unione popolare invita inoltre ad aderire alla campagna NOI NON PAGHIAMO, ed alle mobilitazioni che seguiranno anche a livello locale. Intende anche essere parte attiva nella politica locale perché da questa si arrivi a forme di mobilitazione e lotte nazionali necessarie per il cambiamento generale della politica sociale ed economica del nostro Paese”, conclude la nota.

 

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