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Valorizzare il patrimonio boschivo per contribuire allo sviluppo del territorio

Valorizzare il patrimonio boschivo per contribuire allo sviluppo del territorio

Presentato a Fabriano il progetto Silva. L’Ente capofila è l’Unione Montana dell’Esino Frasassi

di DANIELE GATTUCCI

FABRIANO – Presentato nel corso di una conferenza stampa, aperta dal presidente dell’Unione Montana Esino Frasassi, Ugo Pesciarelli, un progetto che rappresenta il recupero di una visione di sistema delle risorse boschive condividendo e implementando con policymaker e operatori economici buone pratiche e strumenti di innovazione nella gestione del patrimonio forestale.

Pesciarelli, dal suo canto, ha illustrato le linee strategiche di S.I.L.V.A percorso giocato tra sviluppo turistico, integrazione socio economica, valorizzazione ambientale mentre Elena Capodoglio di Marchingegno e il prof. Andrea Catorci di Unicam, sono entrati nel merito di questa innovativa e interessante azione con la sintesi del progetto S.I.L.V.A, che si trova analizzando il suo acronimo: Sistemi Innovativi Laboratori Valorizzazione Ambientale.

“Silva – è stato detto – è la parola latina usata dagli antichi romani per la foresta. Ed è proprio l’habitat boschivo alto collinare del fabrianese e l’ambito d’azione del progetto S.I.L.V.A” che “Movimenta quasi 550mila euro di cui 415mila euro sono elargiti nell’ambito del prestigioso bando Habitat 2020 con cui la Fondazione Cariverona sostiene “progetti sostenibili capaci di valorizzare e tutelare il patrimonio naturale con un approccio orientato alla creazione di occasioni di sviluppo per le comunità locali ed alla capacità di creare reti e collaborazioni virtuose”.

L’ente Capofila è l’Unione Montana dell’Esino Frasassi e gli operativi di progetto sono il Comune di Fabriano, Natura in movimento, l’associazione Appennino Valleremita, l’Università del Camminare, la Fondazione Itinera che, da anni, nel comprensorio lavorano per diffondere bene e meglio la conoscenza del patrimonio boschivo. Sono la parte dinamica de progetto S.i.l.v.a. che ha per ambito operativo aree che, per il loro alto valore naturalistico ambientale, sono tra le più preziose dell’alto anconetano: il bosco di Valleremita a Fabriano e il Bosco di Valle Scappuccia a Genga.

Come dinamica è la Reg. Coop. Soc., partner coinvolto nella finalità sociale del progetto con l’inserimento lavorativo di soggetti appartenenti a categorie svantaggiate che le aiuterà ad acquisire un know-how specialistico spendibile nel mercato dell’economia green.

S.i.l.v.a. è anche 4.0. Coinvolgerà direttamente gli utenti attraverso il portale web “S.i.l.v.a. Spector” composto da un Virtual Tour Interattivo e dei contributi digitali abbinati ai pannelli degli itinerari turistico-naturalistici e una banca dati dinamica georeferenziata (wiki tool).

La forza del progetto è anche nel supporto di due importanti sostenitori, due comunanze agrarie, quella delle Tre Parrocchie e di Campodonico, Belvedere e Casali. Enti di usi civici, basati sulla proprietà collettiva, veraci testimonianze di un ancestrale rapporto tra l’ambiente, le persone e le comunità, se non un diritto alle pari opportunità ante litteram.

S.i.l.v.a. è un progetto ambizioso perché coinvolge Istituzioni, stakeholders ed operatori e non mira soltanto ad evidenziare il bosco come una risorsa ma a favorire il ritorno ad una visione coesa delle sue tante risorse e, quindi, a far riemergere la foresta come un sistema. Ossia come era percepito una volta.

Il metodo S.i.l.v.a. è semplice proprio perché sistemico. Recuperare ed implementare le buone pratiche e condividerle per innescare una serie di cambiamenti e di processi innovativi che, concatenandosi, declinano il bosco nelle sue tante e ricche dimensioni.

I cambiamenti sul piano ambientale riguarderanno la biodiversità con micro-interventi in ambito silvi-colturale al fine di riequilibrare le connessioni ecologiche: dalla piantumazione di specie arboree all’apertura di radure; dalla creazione di nicchie ecologiche all’attività di apicoltura. Un ambito complesso affidato alla guida scientifica dell’Università di Camerino, del professore Andrea Catorci della scuola di Bioscienza e Medicina Veterinario che coinvolge Reg per la transumanza delle famiglie di api.

Dal punto di visto socio-culturale, il progetto vuole aiutare le comunità locali e chi fruisce del bosco ad acquisire più consapevolezza della fragilità e delle potenzialità del sistema boschivo. Conoscenza che sfocia su una maggior sensibilità e, quindi, maggior tutela e una migliore disposizione a diffondere o applicare buone e nuove pratiche.

Infine, sul piano economico appoggiare queste buone pratiche negli ambiti silvi colturale, agricolo e vivaistico, valorizzare i marker culturali-ambientali del territorio ad uso degli operatori del turismo outdoor con lo scopo di generare delle spontanee integrazioni socioeconomiche.

S.i.l.v.a. dà inoltre rilievo alla cultura monastica benedettina che caratterizza questo lembo di terra e appoggia una serie di itinerari eco-culturali, oltre 200 km in una decina di tappe dell’Università del Camminare che vanno a testimoniare la storia della presenza dei monaci e l’influenza delle Abbazie.

S.i.l.v.a. sostiene anche l’attivazione di corsi formativi professionalizzanti e specialistici per operatori del settore green con specifiche competenze nella silvicoltura, la gestione sostenibile e la valorizzazione di habitat boschivi con l’attualizzazione dei principi e delle pratiche della tradizione Benedettini nel nuovo polo in via di realizzazione nell’ex abbazia di San Biagio in Caprile a Campodonico.

S.i.l.v.a. è una serie di cantieri scuola, corsi, attività educative, escursioni tematiche sugli antichi mestieri del bosco, l’habitat, la natura. È percorsi per il tempo libero e attività esperienziali rivolte a soggetti con disabilità. È stato ideato per l’UM dell’alto anconetano da Marchingegno srl.

Società che spazia dalla progettazione strategica agli allestimenti museale passando dall’innovazione digitale. Ha fatto eleggere Montalto delle Marche, borgo pilota del Pnrr nelle Marche “per la rigenerazione culturale, sociale e economica dei borghi a rischio abbandono o abbandonati” e posizionato “Pupun Festival” che ha come capofila Comunanza in rete con altri sei comuni del Piceno come primo in Italia tra gli 8 vincitori dell’avviso pubblico “Borghi in Festival” della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

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