Concessioni demaniali, approvata in Regione una mozione unitaria

Concessioni demaniali, approvata in Regione una mozione unitaria

Nell’atto il presidente e la Giunta regionale vengono chiamati a rappresentare al Governo nazionale alcune questioni ritenute prioritarie, come la mappatura delle coste e lo studio di una disciplina ad hoc che tenga conto anche della specificità delle imprese di settore

ANCONA – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione, sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, sulle problematiche relative alle concessioni demaniali per finalità turistiche e creative. Al centro dell’attenzione  l’ormai famosa direttiva  Bolkenstein.

Nell’atto il presidente e la Giunta regionale vengono chiamati a rappresentare al Governo nazionale alcune questioni ritenute prioritarie.

In primo luogo viene specificato che “è necessario venga completata e perfezionata, preliminarmente ad ogni iniziativa di riordino del settore,  la mappatura delle coste per verificare ed approfondire la disponibilità del bene”, tutto questo anche in applicazione di quanto disposto dalla legge regionale 7 del 2010 sulle “Norme per l’attuazione delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo”.

Si chiede, inoltre, che si sviluppi lo studio di una disciplina ad hoc, il quale “tenga conto delle specificità delle imprese che operano nel comparto del demanio marittimo, prevenendo iniziative di tipo meramente speculativo, in contrasto le legittime aspirazioni ed esigenze delle imprese di settore e della collettività”.

L’approvazione è stata preceduta dagli interventi dei capigruppo consiliari e da quelli dell’assessore al bilancio, Guido Castelli, e del Presidente della Giunta regionale, Francesco Acquaroli.

“Forza Italia sempre dalla parte degli operatori balneari. E ora più che mai a difesa della categoria che vive lo spettro della direttiva Bolkestein secondo cui le concessioni balneari finiranno all’asta a partire da gennaio 2024. Una linea che rappresenterebbe uno tsunami per uno dei tessuti produttivi, promozionali e occupazionali della nostra regione – affermano in una nota il capogruppo regionale Jessica Marcozzi, l’assessore regionale Stefano Aguzzi ed il consigliere regionale, vicepresidente dell’Assemblea, Gianluca Pasqui (nella foto) – incidendo in maniera devastante su 550 imprese del settore con inimmaginabili ripercussioni su oltre 3.000 addetti che vi lavorano.

“Oggi FI, a tutela dei balneari, ha firmato una mozione regionale sottoscritta da tutte le forze politiche regionali, dunque condivisa da tutta l’Aula,  con cui si impegnano il presidente Acquaroli e la giunta regionale a rappresentare al Governo nazionale che è assolutamente necessario che, prima di ogni iniziativa di riordino del settore, venga completata e perfezionata la mappatura delle coste. Si chiede anche di continuare a sostenere le necessarie iniziative normative volte al riordino e alla semplificazione della disciplina in materia di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali, per finalità turistico-ricreative sociali e sportive al fine di assicurare un più razionale e sostenibile utilizzo del suddetto demanio marittimo, e di favorirne la pubblica fruizione e promuoverne, in coerenza con i principi e con la normativa europea, una maggiore concorrenzialità, tenendo in adeguata considerazione le peculiarità del settore e il patrimonio ambientale.

“È necessario, infatti – concludono Jessica Marcozzi, Stefano Aguzzi e Gianluca Pasqui -, che si sviluppi lo studio di una disciplina ad hoc che tenga conto delle specificità delle imprese che operano nel comparto del demanio marittimo prevenendo iniziative di tipo meramente speculativo, in contrasto con le legittime aspirazioni ed esigenze delle imprese di settore e della collettività”.

“Credo – afferma invece il capogruppo del Pd Maurizio Mangialardi – che siamo riusciti a dare un contributo serio e importante a questa mozione, stemperando la demagogia anti europeista con cui Fratelli d’Italia e Lega continuano a cavalcare strumentalmente la legittima protesta dei balneari. Lo abbiamo fatto valorizzando il grande lavoro svolto in Parlamento dal nostro Umberto Buratti e, in particolare, inserendo nel dispositivo finale l’impegno affinché la Regione Marche si batta per la non applicazione della direttiva “Bolkestein” almeno nei rapporti concessori instaurati prima del 2009, come previsto anche da una recente sentenza emanata dal Consiglio di Stato. Noi siamo per tutelare la libera concorrenza, ma è evidente che ciò non può essere fatto sulla pelle di migliaia di piccole imprese a carattere familiare che hanno sostenuto significativi investimenti, esponendosi anche a situazioni debitorie importanti”.

“Torno a ripetere – conclude Mangialardi – che governo e Regioni hanno il dovere di dare certezze ai nostri operatori balneari per evitare una crisi sociale, tenendo bene a mente che su questo settore strategico per la nostra economia incombe un grande rischio: quello che la ricchezza prodotta da queste imprese – ricchezza che oggi resta nel territorio contribuendo alla sua crescita – venga captata da grandi gruppi economico-finanziari impoverendo così la nostra comunità”.

 

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