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“Il Governo ha accolto alcune richieste degli operatori balneari, ma non basta”

“Il Governo ha accolto alcune richieste degli operatori balneari, ma non basta”

Approvato dal Consiglio dei Ministri un emendamento sulle concessioni che tutela il valore delle aziende in sede di gara, la professionalità e la salvaguardia delle piccole e medie imprese. Servono altri interventi

ANCONA – “L’emendamento approvato in Consiglio dei Ministri sulle concessioni balneari ha accolto alcune nostre richieste come la tutela del valore delle aziende in sede di gara, la professionalità, la salvaguardia delle piccole e medie imprese, la tutela per coloro che hanno gestito direttamente la concessione negli ultimi cinque anni o l’eliminazione del canone quale elemento di valutazione.

“E si potrebbe continuare. È altresì importante precisare che non si tratta di una norma che è già in vigore, ma solo di una proposta che il governo farà in Parlamento. Certamente un lavoro impegnativo da parte dei ministri coinvolti in questo percorso complesso, ma ribadiamo con fermezza che non siamo soddisfatti: si tratta di un provvedimento che necessariamente dovrà trovare il giusto equilibrio nel passaggio parlamentare”.

Questa la dichiarazione di Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe Confcommercio.  “Auspichiamo – prosegue Capacchione – che tutte le forze politiche che, da tempo con responsabilità, sono vicine agli imprenditori balneari possano lavorare in sinergia con le Regioni e le Associazioni di categoria affinché il provvedimento trovi la stabilità conclusiva necessaria per garantire, innanzitutto, gli investimenti futuri e la salvaguardia delle imprese del settore. Per il sistema turistico balneare il lavoro, a nostro avviso, comincia adesso: da parte nostra, siamo pronti ad offrire tutta la disponibilità ed il contributo indispensabili nel confronto con Regioni e Parlamento”.

“Inizieremo perciò da subito un confronto con le forze politiche affinché la misura sia integrata e rafforzata, per trovare quel giusto punto di equilibrio che non è assolutamente l’interesse della categoria dei balneari ma che, a nostro avviso, rappresenta innanzitutto l’interesse del sistema turistico e balneare italiano nel complesso ed, ancora di più, l’interesse pubblico, un principio cardine quando si coinvolge il demanio marittimo”.

 

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