E se la settimana lavorativa fosse di quattro giorni?

E se la settimana lavorativa fosse di quattro giorni?

ANCONA – Sarebbe la svolta che tutti stiamo aspettando. In quanti, infatti, dopo i primi giorni di lavoro della settimana si sono sentiti esausti e privi di energie e arrivare al termina della settimana lavorativa sembrava un’impresa impossibile? Cinque giorni sembrano infatti eccessivi per la mente dei lavoratori e spesso debilitano i dipendenti, rendendoli meno produttivi e percettivi agli errori, con relative conseguenze a discapito della produttività aziendale.

Settimana lavorativa corta, dove è stata sperimentata

Diversi Paesi nel mondo hanno deciso di sperimentare la modalità di una settimana lavorativa corta, ovvero 4 giorni lavorativi effettivi, per testare se la produttività ne avesse sofferto o se invece potesse portare dei vantaggi ai dipendenti e all’azienda stessa.

Il primo Paese a lanciare una simile iniziativa è stato quello degli Emirati Arabi, che a partire dal primo gennaio hanno ridotto la settimana lavorativa da cinque a quattro e mezzo giorni lavorativi. Secondo Wam, l’agenzia di stampa ufficiale degli Emirati, si tratta del primo Stato al mondo a proporre una mossa del genere nel mondo lavorativo. Per ora ad Abu Dhabi le giornate lavorative sono dalla domenica al giovedì con una pausa nel venerdì e sabato, ma a partire dall’anno nuovo tutti dovranno allinearsi ai nuovi standard internazionali, iniziando il lunedì e finendo il venerdì, un giorno considerato festivo negli Stati Arabi secondo la tradizione. I dipendenti pubblici di istituzioni governative federali saranno liberi di uscire dall’ufficio alle ore 12, tre ore e mezzo in anticipo rispetto agli altri giorni lavorativi.

Questa decisione così rivoluzionaria è stata decisa a seguito di specifici studi che hanno reso subito chiaro i benefici che ne potevano trarre sia i dipendenti in termini di salute mentale, che le aziende dal punto di vista della produttività complessiva. Un impegno del governo messo in atto per migliorare l’equilibrio personale tra lavoro e vita privata, messo in atto anche per migliorare la loro competitività economica.

Un test a conferma di questi studi era stato condotto in Islanda a periodi alterni tra il 2015 e il 2019, coinvolgendo circa 2500 lavoratori. Questi sono passati da una settimana di 40 ore medie a 35, senza alcuna variazione nella busta paga. In base ai risultati finali non sono stati riscontrati effetti negativi sulla produttività, che è invece cresciuta in numerosi casi, agevolata da un minor stress dove i lavoratori sono stati in grado di conciliare maggiormente lavoro e vita privata.

Anche in Giappone si sono svolti simili esperienti da parte della Microsoft nel 2019. Non solo sono state ridotte le ore lavorative, ma sono state attuate modifiche sulla programmazione limitando il numero delle riunioni. Anche in questo caso i risultati sono stati completamente positivi con un aumento della produttività del 40%.

Altre compagnie in tutto il mondo hanno deciso di testare la settimana corta, tra cui Buffer, Desigual e Unilever dal 2020. La lista è in continuo aggiornamento e sono sempre di più le aziende che decidono di introdurla per i propri lavoratori.

Nel 2022 sono previsti test nazionali, in Irlando ce ne sarà uno di sei mesi, mentre in Spagna partirà un test di tre anni che coinvolgerà tra i tremila e i seimila dipendenti, i quali passeranno temporaneamente a una settimana lavorativa di 32 ore.

In ultimo, anche il Belgio sembra indirizzarsi verso una settimana lavorativa più corta, però senza diminuire il numero di ore. Ma in questo modo per lavorare i dipendenti dovrebbero avere giornate lavorative con una media di 9 ore e mezza nei restanti quattro, una sperimentazione che già in partenza non sembra avere un gran slancio.

In linea generale l’idea di una settimana lavorativa piace molto ai dipendenti, in particolare ai giovani che, tra i lavoratori attuali, sono quelli che prestano più attenzione all’equilibrio precario tra lavoro e vita privata, rispetto invece a generazioni più adulte. Jefferies ha condotto un sondaggio su un campione di giovani americani di età compresa tra i 22 e i 35 anni che avevano deciso di dimettersi dal lavoro e il 32% di essi ha confermato che sarebbe rimasto se gli fosse stata offerta la possibilità di lavorare quattro giorni anziché cinque.

L’equilibrio mentale dato dalla consapevolezza di avere più tempo a disposizione per la propri vita privata è essenziale per avere una vita lavorativa vincente. Per fortuna sono sempre più numerosi i datori di lavoro che si rendono consapevoli di questi cambiamenti e permettono ai propri lavoratori settimane lavorative più corte. Questo permette loro un maggiore svago e un utilizzo più libero del proprio tempo, dove comunque la formazione e l’allenamento mentale non sono da meno. Sono tantissime, infatti, le opportunità sul web per tenere il proprio cervello in allenamento senza necessariamente essere concentrati sul lavoro. Piattaforme come quelle censite da Vegas Slot Online, per esempio, mettono a disposizione un’ampia scelta di giochi di questo tipo, grazie a un’ampia selezione di slot gratis e giochi da casinò, e proponiamo le migliori slot machine in termini di innovazione, giocabilità, temi e popolarità di lunga data tra i giocatori italiani.

 

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