Leu condanna l’iniziativa di Trump e invita le comunità nazionali e locali al rispetto del diritto internazionale e a lavorare per la pace in Palestina

Leu condanna l’iniziativa di Trump e invita le comunità nazionali e locali al rispetto del diritto internazionale e a lavorare per la pace in Palestina

PESARO – Dal movimento politico Liberi e Uguali riceviamo: “Il presidente americano Trump, il nuovo signore della guerra, ha deciso di inaugurare in pompa magna l’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, spostandola da Tel Aviv, dove hanno sede tutte le altre rappresentanze diplomatiche proprio nel giorno del 70° anniversario della Nakba (la “catastrofe”), quando più di 700mila palestinesi furono espulsi dalle loro terre e fu costituito lo stato di Israele.  Un fatto grave  che prelude alla proclamazione unilaterale di Gerusalemme – città Santa e contesa – come capitale di Israele. Si butta così a mare un processo di pace che aspetta da decenni un passo in avanti: dopo la censura del Consiglio di sicurezza e il voto contrario di quasi tutti gli Stati dell’Assemblea generale dell’Onu, incurante dell’isolamento internazionale ma sensibile solo alle richieste dell’alleato Netanyahu, Trump tira diritto nella sua sciagurata decisione. Si aggiunge così altro pesante carico di sangue  a quello quotidiano di morti e feriti sotto i colpi dei cecchini israeliani durante le “marce del ritorno” a Gaza.

La comunità internazionale, le Nazioni Unite, l’Unione Europea devono evitare che la follia  di un Presidente assediato dagli scandali interni accenda una temibile miccia nella polveriera più pericolosa del mondo.

Occorre invece, secondo noi, rilanciare con forza la centralità della questione palestinese madre di una più ampia questione mediorientale e mediterranea che, con i numerosi conflitti in atto da diversi anni e i morti che hanno prodotto rappresenta  il fallimento della politica negoziale e della diplomazia internazionale.

La Palestina e i palestinesi non sono figli di un Dio minore e nel 70° anniversario della Nakba c’è l’urgente bisogno che sia ripristinato in quella terra il rispetto del Diritto internazionale e della Dichiarazione universale dei Diritti umani.

Sono rimasti inascoltati i molti appelli da tutto il mondo per chiedere che non fosse spostata la sede dell’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, così come che il Giro d’Italia non avesse nella stessa Città la sua tappa di partenza: Gerusalemme deve continuare a godere di uno status internazionale così come previsto dalle Nazioni Unite.

Continuano a rimanere inascoltate le numerose iniziative per la fine dell’assedio di Gaza, per lo smantellamento delle colonie israeliane nei territori palestinesi e per il diritto e l’attuazione del ritorno dei profughi palestinesi come previsto dalla risoluzione 194 dell’Onu.

Non danno alcun esito le innumerevoli campagne per la libertà di tutti i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, denunciando un’insopportabile condizione per i minori condannati alla reclusione.

Come si può’ pensare che l’apertura dell’ambasciata sia una festa per Gerusalemme? Questo atto porterà’ solo ulteriori tensioni in tutta la regione.

L’Europa tutta deve subito mettere in campo  tutte le iniziative necessarie per sostenere il desiderio di pace che anima la gran parte del mondo. Si mobilitino  anche  le comunità locali che tanta solidarietà’ hanno espresso  in passato a partire dai Comuni, compreso quello di Pesaro gemellato con Rafah, un gemellaggio di pace, di scambio e solidarietà’ umana che non può rimanere solo nei cartelli stradali.

LeU chiede al Sindaco ed al Consiglio Comunale di far sentire la propria voce verso una città sorella. Li invitiamo a prendere posizione con il Governo italiano e con l’organizzazione del Giro D’Italia, che farà tappa nella nostra città tra pochi giorni.

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