di GIORGIO GIRELLI*
Con viva sorpresa ho riscontrato che nei tre ricordi promossi rispettivamente da Piersilvio Berlusconi, Marina Berlusconi e Paolo Del Debbio su Silvio Berlusconi a due anni dalla sua scomparsa nessun cenno è stato fatto a Gianni Letta. Eppure senza la competenza, l’equilibrio, le entrature, la saggezza, la credibilità del “dottor” Letta, Silvio Berlusconi, almeno a mio parere, non sarebbe stato Berlusconi.
Di ciò questi era ben consapevole tanto che non si è mai voluto privare della vicinanza e del consiglio di Letta specie nei passaggi più delicati e complessi della sua vita politica e istituzionale.
E giunse anche a candidarlo e votarlo (369 voti) per la presidenza della Repubblica. Operazione di bandiera, si dirà. Ma la bandiera è sempre rappresentativa del meglio di cui si dispone. Ed avere ignorato l’alto “consigliere” non è stato atto di riguardo neppure nei confronti dello stesso Berlusconi.
*Coordinatore del Centro Studi Sociali “A. De Gasperi”
Nella foto: Gianni Letta insignito dal presidente Ciampi della distinzione onorifica di Cavaliere di Gran Croce



