“Un collegamento diretto tra autostrada e porto di Ancona, senza i vecchi limiti”

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“Un collegamento diretto tra autostrada e porto di Ancona, senza i vecchi limiti”“Un collegamento diretto tra autostrada e porto di Ancona, senza i vecchi limiti”

Nel corso del convegno promosso da Italia Nostra l’ingegner Paolo Landi ha anche ipotizzato una riqualificazione urbana che si estende fino al by pass dell’Api di Falconara, dove immagina la realizzazione della nuova stazione ferroviaria di Ancona

“Un collegamento diretto tra autostrada e porto di Ancona, senza i vecchi limiti” “Un collegamento diretto tra autostrada e porto di Ancona, senza i vecchi limiti”

ANCONA – Dopo la bocciatura del progetto di uscita ad Ovest dal porto di Ancona, da parte del Ministero dell’Economia, è necessario trovare soluzioni alternative per il traffico portuale che risparmi alla città l’attuale grave inquinamento atmosferico. L’alternativa è su ferro? Su strada? Soprattutto con quale progetto?

Per esaminare attentamente la questione la sezione di Ancona di Italia Nostra ha organizzato un convegno al quale hanno preso parte, in qualità di relatori, Sergio Strali (già dirigente trasporti della Regione Marche) che è intervenuto su “Come sono cambiate negli anni le scelte urbanistiche sulla grande viabilità cittadina”; Franco Chielli (geologo) che si è soffermato su “La teoria dei sistemi e La Salute”; Luigi Bianchi (ex dirigente delle Ferrovie) che ha relazionato su  “La cura del ferro: il treno essenziale per logistica e mobilità”; Paolo Landi (ingegnere progettista) che si è soffermato su “Un tracciato più economico e funzionale in un contesto strategico di mobilità globale”; Sandro Stoppa (architetto progettista) la cui relazione è stata “Verso nord attraverso Torrette lasciando inalterato lo stato dei luoghi”.

Tutte le proposte e le argomentazioni presentate ci sono sembrate degne della massima attenzione. Oggi vogliamo soffermarci su quella dell’ingegner Paolo Landi.

Il progettista senigalliese ha sottolineato l’importanza del programmato raddoppio della statale 16, tra gli snodi di Falconara e Torrette, strozzata e  congestionata, per l’incapacità di assorbire, con una sola corsia prevalente per senso di marcia, i flussi di traffico che vi  convergono nei pressi della caffetteria, con una propria carreggiata da nord, con le due dalla Statale 76 e con una quarta virtuale che, dall’uscita di Ancona Nord  dell’A14,  vi trasferisce e scarica il traffico diretto al porto e  al centro di Ancona.

Allo svincolo di Torrette questo flusso di traffico – ha detto l’ingegner Paolo Landi – si riversa quasi totalmente sulla viabilità ordinaria di via Conca scaricando  il successivo tratto della Statale 16 verso la Baraccola, che non necessita di ulteriori adeguamenti.

Rispetto all’attuale ridimensionamento progettuale  che sviluppa l’idea del collegamento al porto con  un nuovo tracciato  dallo svincolo di Torrette, promosso come ultimo miglio della statale a carico dell’Anas e a circolazione libera da pedaggi, che fa seguito alla cancellazione definitiva dell’uscita Ovest da parte del ministro Delrio, l’ingegner Paolo Landi  propone  una soluzione innovativa e integrativa  che riorganizza lo snodo di Torrette, con uno svincolo articolato che va ad allacciarsi ad una nuova uscita  autostradale di “Ancona centro” che su di esso posta la sua barriera d’ingresso, sicuramente vantaggiosa anche per la società Autostrade che potrà ammortizzarne il costo di realizzazione con le normali tariffe dei propri pedaggi. Senza aggravi, quindi, per le finanze pubbliche e con il risultato di alleggerire sensibilmente  il flusso di traffico sulla statale  tra  Falconara e Torrette.

In pratica Paolo Landi con il suo progetto, partendo da una visione strategica generale,  ricostruisce l’obiettivo primario del collegamento diretto tra autostrada e porto, eliminando però tutti i limiti dei progetti precedenti. A partire dai costi proibitivi e dai pedaggi che sarebbero poi ricaduti sugli utenti. Ma, soprattutto, con questa struttura viaria, vista nel suo insieme, realizza un’eccellente  variante naturale per tutto l’abitato litoraneo tra Falconara e il porto, con un nuovo accesso sulla 16 da Falconara Alta e con il  by pass da Torrette al porto, simile nel tracciato all’”ultimo miglio” dell’impostazione Anas. Ma con un percorso autonomo che prevede  nodi scambiatori per l’autostrada e per le direttrici longitudinali della strada della Grotta e della via  Flaminia che, partendo dallo svincolo di Torrette, con un percorso a raso, una galleria di circa 250 metri a fianco della Bartoletti e un viadotto che attraversa Flaminia e ferrovia, raggiunge il previsto terrapieno del piede di frana da dove prosegue per il porto.

Ma c’è di più: l’ingegner Paolo Landi ha anche accennato a come si possono creare sinergie in un contesto progettuale generalizzato di piattaforma logistica, ipotizzando anche una riqualificazione urbana che va oltre il terrapieno del piede di frana e che si estende fino al by pass dell’Api di Falconara, dove immagina la nuova stazione ferroviaria di Ancona, creando, attraverso la sopraelevazione di 3,5 km. di ferrovia e una nuova metropolitana di superficie, una permeabilità diffusa con la spiaggia di tutta la fascia litoranea a nord.

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