“A Montacuto c’è un sovraffollamento ed una carenza di personale”

“A Montacuto c’è un sovraffollamento ed una carenza di personale”

I dati relativi alle strutture carcerarie marchigiane illustrati dal Garante Giancarlo Giulianelli. Il punto anche sulle attività con alcune iniziative rese possibili attraverso la collaborazione con gli Enti locali

ANCONA – “La nuova aggressione agli agenti di polizia penitenziaria deve far riflettere sulla situazione di estremo disagio che si vive a Montacuto. I dati più preoccupanti sono, senza dubbio, il sovraffollamento e la carenza di personale che arriva ad una percentuale del 32, 7%, ponendo la casa circondariale al secondo posto in Italia”. Il Garante Giancarlo Giulianelli apre così la conferenza stampa chiamata a fare il punto sullo stato degli istituti penitenziari marchigiani.  L’attenzione viene riconfermata anche per quanto riguarda  le carenze di sanità, edilizia e   mancanza di spazi adeguati. “Ci sono strutture – evidenzia Giulianelli – che non hanno più ragione d’essere, come quella di Fermo. Altre che vanno sistemate. Ma il problema da risolvere al più presto è proprio quello della mancanza di personale in tutti i diversi settori”.

Complessivamente i detenuti presenti nelle Marche sono 864 di cui 302 stranieri. L’esame delle singole realtà, in base ai dati aggiornati al 30 novembre,  vede al primo posto la casa circondariale di Montacuto con 316 detenuti (di cui 120 stranieri) per una capienza di 256.

Segue la casa circondariale di Pesaro – Villa Fastiggi con 214 detenuti (di cui 98 stranieri e 23 donne) per una capienza complessiva di 143 unità.

Seguono Marino del Tronto con 103 (24 stranieri) su 103 posti disponibili, Fossombrone con 93 (2 stranieri) su 185, Barcaglione con 80 (38 stranieri) su 100, Fermo con 58 (20 stranieri) su 41.

Anche le attività trattamentali continuano ad essere al centro dell’attenzione del Garante dei diritti, Giancarlo Giulianelli, che nell’ultimo periodo ha attivato diverse collaborazioni per la realizzazione di progetti in diversi settori.

Con il Comune di Fano è stato sottoscritto l’accordo per “Lo studi per il palco e lo usi per la vita”, progetto rivolto ai minori inseriti nel circuito penale e seguiti dall’ Ussm (Ufficio Servizio Sociali Minorenni). Si tratta di un percorso creativo attraverso laboratori teatrali realizzati insieme ad altri  ragazzi che frequentano già la scuola di teatro. Un’iniziativa che permetterà anche la messa in scena di uno spettacolo in programma per il 15 dicembre presso il Teatro Politeama di Fano.  “Vestiti di Rosso – Non importa la domanda, la violenza non è la risposta”, è stato illustrato durate  la conferenza stampa dall’assessore alla pari opportunità, Sara Cucchiarini. “Un primo momento di collaborazione  con il Garante –  ha detto – che speriamo possa ripetersi anche in futuro sui temi del rispetto, della legalità e della convivenza pacifica”. Lo spettacolo, come evidenziato dai registi Marco Florio ed Edoardo Frustaci, si svilupperà su quattro filoni riguardanti violenza di genere, mafia, migranti e guerra.

Il “Primo festival regionale di teatro in carcere” registra, invece, l’intesa tra il Garante e il Comune di Pesaro, ente capofila nell’Ambito Territoriale Sociale 1, da sempre referente del progetto “Il teatro in carcere”. Ora l’idea è quella di proporre il festival, mettendo a frutto il lavoro svolto nel corso del tempo e con il coinvolgimento, ogni anno, di una diversa provincia a partire da quella di Pesaro. Primo appuntamento il 12 dicembre a Villa Borromeo.

Di particolare interesse “Al di qua del muro … L’Infinito”, iniziativa che nasce dalla collaborazione tra lo stesso Garante e il Comune di Macerata Feltria, prevedendo la messa in essere di un atelier d’arte di ceramica raku, antica tecnica giapponese, rivolto agli ospiti della Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

Rinnovato l’accordo con il Comune di Ancona per “Oltre le mura – il Cinema in carcere” e “Ora d’aria”, dedicato alla poesia.

Per quanto riguarda l’esigenza formativa espressa dall’amministrazione penitenziaria, la collaborazione tra Garante e Assam (ora Amap) ha reso possibile la realizzazione dei corsi, conclusi a novembre, sulla “Sicurezza nei luoghi di lavoro”, “Operatore di caseificio” e “Orticultura”. (A.Is.)

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