Tre donne che lottano per conquistare uno spazio nella nascente civiltà veneziana protagoniste dell’ultimo romanzo di Roberto Tiraboschi

Tre donne che lottano per conquistare uno spazio nella nascente civiltà veneziana protagoniste dell’ultimo romanzo di Roberto Tiraboschi

Tre donne che lottano per conquistare uno spazio nella nascente civiltà veneziana protagoniste dell’ultimo romanzo di Roberto Tiraboschi di TIBERIO CRIVELLARO

Terza recensione del terzo volume (l’ultimo), sempre di Roberto Tiraboschi, che si inscrive in una mini saga acclimatata al tempo della nascita di Venezia, ambientati intorno il 1118 dopo Cristo: “L’angelo del mare fangoso – Venetia 1119 d.c.” (E/O Edizioni) dopo i precedenti “La pietra per gli occhi” e “La bottega dello speziale” (semper E/O Edizioni).

Il tema globalmente ruota intorno tre donne che lottano per conquistarsi uno spazio nella nascente e stupenda civiltà veneziana intorno l’anno 1118. Intanto decine di delitti inquietanti rischiano di rompere legami d’amore che invece sembrano sopravvivere a continue avversità.

I principali interpreti, spesso conturbanti che abbiamo conosciuto nei primi due romanzi, li ritroviamo anche in quest’ultimo: lo scriba Edgardo, la misteriosa schiava Kallis, il medico Abella Magister, il ricco mercante Grimani, la moglie Magdalena e la figlia Costanza, l’intrigante e torbido speziale Sabbatai, il “fiolario” Tataro immischiato in mille intrighi…tutti ancora ritornano tra i protagonisti in quest’ultimo noir della serie Tiraboschi: “L’angelo del mare fangoso” (E/O Edizioni). Siamo nell’anno successivo al 1118 d.c.. Venezia continua a essere oppressa da uno dei più lunghi periodi di siccità della sua storia. Le tre donne, sono il fulcro dei tre romanzi: Kallis, Magdalena e Abella si ritrovano ancora nel bel mezzo di un’altra vicenda delittuosa che sconvolge la città.

Tre donne che lottano per conquistare uno spazio nella nascente civiltà veneziana protagoniste dell’ultimo romanzo di Roberto TiraboschiTre donne diverse, accomunate nella lotta per emergere a riscattare il loro passato per riconquistare il posto nella “chiusa” società dell’antica e nobile Venezia. Kallis, la schiava, viene sospettata di un orribile delitto, ed è costretta a difendersi da tale accusa infamante assumendo una identità maschile. Abella (la prima donna-medico di Venezia), nel frattempo, sta vivendo una passione insana, mentre Magdalena (la moglie del ricco mercante) lotta contro altri patemi.

Tra loro compare una figura assai imprevedibile, assolutamente enigmatica: Turchillus detto il “monaco bianco” approdato da una galea proveniente da Alessandria d’Egitto.

Apparentemente può sembrare un santo, un mistico, ma anche visionario. Uomo dalle incomprensibili mille facce che nessuno ben comprende. A fare da contrappunto alle trame criminose (soggetto immancabile del noir) si insinua la vicenda del giovane cantore Marco Anuar che si interseca con quella del “musicos” Pietro Abelardo, maestro dei cantori di San Marco.

La saga è un costante rimescolio col mistero che aleggia in un continuum mozzafiato, tanto da rendere la narrazione profonda, densa e avvincente, piena di sorprese e di colpi di scena. Qui, Roberto Tiraboschi si rivela gran maestro del noir italiano.

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ROBERTO TIRABOSCHI

L’ANGELO DEL MARE FANGOSO

Venetia 1119 d.c.

E/O Edizioni

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