Possibile torna ad attaccare Ceriscioli: “Nella sanità marchigiana c’è troppa confusione tra pubblico e privato”

Possibile torna ad attaccare Ceriscioli: “Nella sanità marchigiana c’è troppa confusione tra pubblico e privato”

ANCONA – Il movimento politico Possibile Marche torna a lanciare critiche alle scelte del presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli, per quanto concerne soprattutto la sanità. “Che il DDL 502/92 sia il viatico alla privatizzazione non è una fake news, basti citare cosa scriveva il Lancet nel 2001: “Negli ultimi due decenni, la spinta verso riforme dei sistemi sanitari basate sul mercato si è diffusa in tutto il mondo, da nord verso sud, dall’occidente all’oriente. Il “modello globale” di sistema sanitario è stato sostenuto dalla Banca Mondiale per promuovere la privatizzazione dei servizi.   (…) Questi tentativi di minare alla base i servizi pubblici da una parte rappresentano una chiara minaccia all’equità nei paesi con solidi sistemi di welfare in Europa e Canada”.

“Che la Legge 145 della Regione Marche sia peggiore di quanto appare nell’articolo 9 bis, è evidente dal loro confronto.

“Anzitutto il comma 2 dell’articolo 9 bis prevede che il programma di sperimentazione sia adottato dalle Regioni in “coerenza con le previsioni del Piano sanitario regionale”, mentre nella Regione Marche tale piano è scaduto nel 2014 e non è stato ancora rinnovato.

Se nella normativa nazionale si parla di “privilegiare nell’area del settore privato il coinvolgimento delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, al comma 4 dell’articolo 4 della Legge 145 si legge che “Nel caso in cui la selezione pubblica sia effettuata sulla base del programma presentato da un soggetto privato, allo stesso è riconosciuto diritto di prelazione”.

“Mentre la normativa nazionale prevede di “fissare limiti percentuali alla partecipazione di organismi privati in misura non superiore al quarantanove per cento”, nella Legge 145, non solo non c’è scritto nulla, ma si parla  di   “casi di attivazione di sperimentazioni gestionali perfezionabili con modalità diverse da quella ordinaria, quali: – selezioni di partner privati effettuate da altre amministrazioni, preliminarmente alla presentazione del programma di sperimentazione alla Giunta regionale, ivi compresi i casi di start up o spin off universitarie”.

“D’altra parte nella normativa nazionale é prevista la verifica annuale da parte dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali e di un triennio di sperimentazione; nella proposta della Regione Marche invece si attribuisce ogni funzione alla Giunta Regionale con “verifiche intermedie e la valutazione periodica dei risultati della sperimentazione” raddoppiando a sei anni il periodo di attuazione dei programmi di sperimentazione gestionale.

Da ultimo nella Legge 145 si considera possibile la proroga, “per una sola volta”, ma solo perché (comma 8, articolo 8) “la trasformazione della sperimentazione in gestione ordinaria… può avvenire”.

“Sul confronto con le altre Regioni, Ceriscioli ha ragione: la Regione Marche fino ad ora non aveva mai avuto un Governatore che avesse scelto in maniera così netta la strada della privatizzazione. Di certo la classifica è destinata a cambiare: non a caso, alcuni dei suoi consiglieri hanno già anticipato che  accordi con i privati sono stati fatti negli ex ospedali di Cagli e Macerata Feltria.

“Ceriscioli non ricorda poi che  la sperimentazione della Montefeltro salute srl, durata 13 anni e  non tre come prevede la legge, terminó per decisione della  Giunta regionale nella seduta del 16 novembre 2015, in seguito all’approvazione della relazione conclusiva della apposita Commissione tecnica di valutazione costituita nel 2014.

“Attualmente la struttura di Sassocorvaro è gestita dalla nuova società  “Villa Montefeltro” che fa parte del gruppo che gestisce anche Villa Verde a Fermo, Villa San Marco ad Ascoli, Villa Anna e l’ex Stella Maris di San Benedetto del Tronto:  un soggetto giuridico di tre soggetti privati costituitasi in rete d’impresa, che nulla c’entra con la sperimentazione gestionale.

“Sulla stabilizzazione dei precari ha già risposto la denuncia di CGIL e CISL di qualche giorno fa, mentre sull’uso delle macchine ferme e la riduzione delle liste d’attesa, appare evidente che siamo di fronte alla solita fuffa: per tutelare i fondi pubblici, il lavoro pubblico, il capitale umano in sanità, occorre de-burocratizzare il lavoro, contrastare la precarietà, sbloccare il turn over per garantire i LEA h 24.

“Chi vuole salvaguardare il Sistema Sanitario nazionale, pubblico, universalistico e costituzionale, non propone una Legge sulle sperimentazioni gestionali in sanità, ma rivede le convenzioni private oggi in essere, soprattutto per verificare che esse corrispondano effettivamente a servizi che il pubblico non offre per il bacino territoriale di riferimento della convenzione, e per evitare che siano specialità che fanno concorrenza sussidiata al pubblico. Chi ha a cuore la salute come diritto e non come merce – conclude Possibile Marche -, riflette anche sull’intramoenia, e si chiede come e in che modo si possa correggere la confusione tra pubblico e privato, nel pubblico, al fine di rendere tutti i pazienti uguali di fronte alla malattia”.

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