Gli agenti della Polizia locale chiedono diritti e tutele

Gli agenti della Polizia locale chiedono diritti e tutele

I rappresentanti sindacali rivendicano la necessità di una legislazione adeguata ai tempi ed ai ruoli. Nuovo appello alla politica

Gli agenti della Polizia locale chiedono diritti e tutele

ANCONA – Federico Bozzanca per la C.G.I.L., Giovanni Torluccio per la U.I.L e Daniela Volpato per la C.I.S.L. intervengono con un comunicato stampa rivendicando la necessità di una sollecita legislazione a favore dei giusti diritti degli appartenenti alla Polizia Locale. “Da tempo – esordiscono i rappresentanti dei tre Sindacali Enti Locali – abbiamo posto all’attenzione della politica, l’esigenza di riconoscere finalmente il ruolo, le funzioni e la storia della polizia locale, eliminando soprattutto le disparità e le discriminazioni, in termini di diritti e tutele, esistenti rispetto agli altri lavoratori del Comparto Sicurezza.

La manifestazione del 23 febbraio in Piazza Montecitorio, il confronto avviato con ANCI e Conferenza delle Regioni e ancor prima la mobilitazione nazionale posta in essere davanti a tutte le prefetture, sono frutto di una grande consapevolezza e volontà di cambiare una volta per tutte le cose, a fronte di un Governo sordo alle nostre richieste ma sempre pronto ad attribuire nuove competenze senza prevedere  alcun tipo di riconoscimento. Non possiamo non evidenziare che, ormai da anni, con particolare riferimento alle  funzioni proprie dei Corpi ed ai  protocolli  istituzionali ed operativi  fra i soggetti  politici  rappresentativi delle Istituzioni in ambito territoriale per le politiche di sicurezza integrata,  la Polizia Locale viene impiegata in attività che poco hanno a che fare con i propri compiti d’istituto svolgendo spesso nei fatti  attività di pubblica sicurezza e di ordine pubblico nonché di contrasto alla microcriminalità.

Diventa quindi fondamentale affrontare le questioni legate al riconoscimento della specificità professionale, all’equiparazione ai fini previdenziali ed assistenziali tra le forze di polizia, ai riconoscimenti delle tutele e dei diritti, a partire dal ripristino dell’equo indennizzo e della causa di servizio. Abbiamo inviato – proseguono i Sindacati – una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Interno in merito alla recente vicenda dell’esclusione della Polizia Locale dalla vigilanza presso i seggi elettorali, in occasione della consultazione referendaria, ottenendo la revisione dei contenuti della circolare del 5 aprile e  denunciando, al tempo stesso, la situazione di stallo assoluto e la discriminazione che continua ad essere messa in campo nei confronti della Polizia Locale rispetto agli altri corpi di Polizia.

Preoccupa, inoltre, che si discuta di una riforma sulla sicurezza urbana prevedendo un cambiamento delle funzioni in assoluta assenza di un confronto con le Organizzazioni sindacali, ma soprattutto senza prevedere un miglioramento delle condizioni del personale. Per tali ragioni, riteniamo fondamentale continuare la mobilitazione su tutto il territorio nazionale, dando indicazione alle strutture coinvolte, nell’ambito della vertenza complessiva per il rinnovo dei C.C.N.L. del pubblico impiego, di organizzare in contemporanea il 9 maggio iniziative del personale della Polizia Locale (sit- in davanti alle Prefetture; incontri con i Parlamentari del territorio, con i candidati Sindaci alle prossime elezioni amministrative), per manifestare la nostra indignazione per la totale assenza di risposte e portare avanti le nostre rivendicazioni per: rendere l’ormai obsoleta Legge 65/86 più rispondente al mutato quadro normativo e istituzionale, uniformando su tutto il territorio nazionale le condizioni operative della Polizia Locale; un giusto riconoscimento  e valorizzazione del ruolo e delle funzioni della Polizia Locale; il  rinnovo del C.C.N.L. di riferimento ed il riconoscimento della specificità e peculiarità dei Corpi di Polizia Locale; l’apertura di un confronto serrato sul D.D.L. SICUREZZA, coinvolgendo Ministero dell’Interno, Anci e parti sociali che dia risposte alle esigenze ed ai bisogni del personale; porre fine all’ingiusta discriminazione, che ha estromesso gli appartenenti ai Corpi di Polizia Locale dal riconoscimento della causa di servizio e dall’equo indennizzo; la tutela e l’equità del trattamento economico e delle condizioni di lavoro.     Seguiranno ulteriori comunicazioni in merito agli aspetti organizzativi“.

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