FANO – Le amicizie nate dai banchi di scuola non si sono mai interrotte. Ecco che allora dopo l’iniziativa della gita scolastica targata 2025, a San Gimignano e Siena, che festeggiava il mezzo secolo dalla maturità, non poteva mancare il viaggio d’istruzione, il “50 + 1”, da quella fatidica caldissima estate del 1975 per la variegata e solidissima VA, protagonista dell’Istituto Olivetti per Ragionieri di Fano.
Quest’anno i pullman hanno portato gli ex studenti, per due giorni, ad Offagna, Ascoli Piceno, Sulmona e Avezzano. In questi ultimi siti hanno provato l’ebbrezza della “Transiberiana d’Italia” (nota anche come Ferrovia dei Parchi), un suggestivo treno storico che viaggia su carrozze d’epoca e attraversa i paesaggi montani tra l’Abruzzo e il Molise.
Un legame all’insegna dello studio, dell’amicizia, del confronto quotidiano, delle telefonate senza tempo e delle esperienze, non sempre belle, ma incessantemente tappe di una vita da spremere fino in fondo e che dura, quindi, da mezzo secolo più una stagione e che merita di essere raccontata, anche grazie alla testimonianza dei diretti interessati: Perla Ceccarelli, Arturo Romani, Rita Bruscia, Antonio Orlandi, Tiziana Antonioni, Carmen Agostini, Floriano Ceccarelli, Marco Mazza, Patrizia Tonucci e Giuliana Tonelli.
Il ritrovo è stato, sabato mattina, all’alba, a Fano, a casa di Perla Ceccarelli tra un biscotto ed un caffè. Abbracci e baci e anche un po’ di tristezza per chi non c’era ma che rimane sempre indelebile nel cuore di coloro che, con l’appello ufficiale, hanno caricato bagagli e ricordi e sono partiti verso la meta e, perché no, verso sogni rinnovati.
Ragazzi (si è sempre ragazzi) che sono sempre riusciti a far prevalere la loro profonda amicizia, l’affiatamento e l’affetto l’uno per l’altro, come risulta ancora oggi a cinquantuno anni di distanza. Le parole di Arturo Romani sintetizzano l’esperienza: «Quegli anni di scuola sono stati un po’ fatati, magici. Ci hanno lasciato qualcosa che ancora ci attrae come fossimo in quell’aula, in quei banchi, al suono della campanella, alle fughe dai terremoti, al sapore del mare quando si “sgarrava”… per questo, quando ci ritroviamo che sia per una cena o un pranzo o un caffè e da ultimo le gite, sentiamo attrazione, fascino e connivenza». Ci sarà anche la gita del “50 + 2”? «Ma certo: scherziamo!». (eg)





