“Ecco qual è stata la risposta italiana al terrorismo internazionale”

“Ecco qual è stata la risposta italiana al terrorismo internazionale”

Un interessante incontro-studio si è svolto alla Loggia del Genga a Palazzo Ducale, sede della Prefettura di Pesaro e Urbino, promosso dall’Associazione Viatico

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Si è svolto presso la bella ed artistica location della Loggia del Genga a Palazzo Ducale, sede della Prefettura di Pesaro e Urbino, un interessante incontro-studio promosso dall’associazione Viatico sul tema: “All’indomani dell’11 settembre cosa è cambiato. La risposta italiana al terrorismo islamico. Prospettive giuridiche e internazionali”.

Il presidente dell’Associazione Enrico Fossa ha voluto sottolineare la finalità dell’incontro per arricchire la conoscenza e proporre l’analisi di contesti sensibili talvolta trascurati, per stimolare la riflessione sulle contromisure istituzionali adottate, specie in via preventiva per contrastare una forma di terrorismo religioso praticato ad ampio raggio da fondamentalisti mussulmani presenti.

Per trattare queste delicate problematiche sono stati invitati esperti come il magistrato Stefano Dambruso (sostituto procuratore presso la Procura di Bologna), il funzionario della Polizia di Stato Fabio Berrilli (dirigente divisione antiterrorismo) e la direttrice della Casa Circondariale di Pesaro, Armanda Rossi. Tutti e tre direttamente impegnati sul campo, a discutere delle modalità di contrasto nazionale ed internazionale ad un genere di terrorismo praticato per raggiungere diversi obiettivi politici in nome della religione.

Presenti all’incontro il prefetto di Pesaro e Urbino Carla Cincarilli, che nel suo intervento di saluto ha sottolineato che “quando noi parliamo di terrorismo (anni di piombo), criminalità organizzata, terrorismo interno ed  internazionale, abbiamo in questo momento la necessità di svolgere lo sguardo alle vicende americane del 2001, Bruxelles, intelligence in uno scenario internazionale cambiato.

Anche l’assessore al dialogo del Comune di Pesaro, Luca Bartolucci, partner patrocinante dell’iniziativa, è intervenuto con una provocazione intelligente e costruttiva: quando pensiamo che il terrorismo non tocchi l’Italia è un errore ed è giusto che anche a livello territoriale si continuino ad incontrare periodicamente i comitati di sicurezza per monitorare e tenere sotto controllo queste problematiche.

Anche i giovani avvocati di Pesaro AIGA di Pesaro rappresentati dalla dottoressa Calma e l’AIGA di Rimini rappresentato dal presidente Guidi, hanno voluto sottolineare l’importanza di questa giornata di studio. Quindi il moderatore dell’incontro Donato Antonio Telesca che ha evidenziato l’importanza delle classi scolastiche all’incontro per rendere sensibili i giovani a queste tematiche. D’altra parte dobbiamo confrontarci con il multiculturalismo e il confronto con la tolleranza, in una realtà in cui gli stranieri sono una presenza costante e numerosa nella società italiana. Ma all’interrogativo perché in Italia non vi sono stati attentati terroristici come in Francia, Belgio, Inghilterra la risposta l’ha data il dottor Dambruoso, che già cinque anni prima dell’11 settembre con la Digos lavorava a Milano per vedere dei riscontri su Al Qaeda.

Nel 2015 lo stesso Dambruoso cercò di portare come parlamentare delle modifiche di legge più stringenti, ma il governò cascò e tutto finì in fumo. Una considerazione va fatta, ha proseguito il magistrato, che il fatto di piazza San Carlo a Torino con l’esplosione di un petardo ha inculcato nella gente una paura collettiva, ed anche questo fenomeno tutto italiano va studiato e analizzato profondamente. Al Qaeda era costituita da mussulmani, l’Isis da giovani che si sono formati e spesso sono divenuti cittadini europei.

Da qui la necessità nel 2015 dell’introduzione del reato di autoreclutamento e della localizzazione del viaggio. Da qui a 15 avremo il triplo di presenze di mussulmani in Italia ma non sarà un pericolo se si rispetteranno la multiculturalità e multireligiosità.

Per Fabio Berrilli l’Italia è al centro della minaccia, perché vi è un nuovo terrorismo internazionale con la percezione della minaccia che non è reale. Negli anni Settanta e Ottanta l’Italia è stata bersaglio di attentati terroristici ora non più Ma occorre monitore i flussi migratori con il terrorismo, in quanto in Italia abbiamo 135 potenziali attentatori. Bisogna curare le marginalità nel nostro territorio e la diffusione del radicalismo del califfo.

Per la direttrice del Carcere di Pesaro Armanda Rossi vi è una forte marginalità nelle carceri con una crisi di identità. Il carcere è un luogo molto a rischio e secondo  dati forniti da operatori carcerari a Pesaro il 60 % di detenuti sono stranieri con quattro di essi a rischio di radicalismo.

(Le foto sono di Alessia Pasquino)

 

 

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