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La ricostruzione dopo il terremoto, i sindaci delle Marche vogliono contare di più

La ricostruzione dopo il terremoto, i sindaci delle Marche vogliono contare di più

Nel corso di un incontro in Regione è emerso chiaramente che l’accentramento che va paventandosi rischia di rallentare il percorso. Dura protesta del presidente dell’Anci regionale: “Prima il terremoto del 24 agosto definito il terremoto di Amatrice, poi quello del 30 ottobre come quello di Norcia, ora l’emergenza neve ascritta all’Abruzzo, mentre sono proprio le Marche ed i marchigiani a pagare il prezzo più alto”

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ANCONA – Questa mattina si è riunito, nella sede della Regione Marche, il Consiglio Direttivo di Anci Marche, con i sindaci membri della Commissione Sisma e la partecipazione del vice commissario alla Ricostruzione Luca Ceriscioli. Dalla riunione è partito un appello del presidente della Regione e dei sindaci verso tutti i tecnici ingegneri, architetti e geometri della regione. “Da lunedì 30 gennaio – spiega Ceriscioli – parte il sistema regionale di gestione nella compilazione delle scheda Fast per l’agibilità degli edifici che non sarà più in carico al Dicomac, quindi alla protezione civile nazionale – ha aggiunto – e chiedo all’Anci Marche di farsi portavoce di un progetto evidentemente ambizioso nel quale tutti i tecnici che hanno davvero a cuore il presente ed il futuro del proprio territorio e della propria città potranno dare un contributo concreto”.

Tutti i tecnici che si renderanno disponibili, presso il proprio Comune per effettuare i sopralluoghi e compilare le schede, si metteranno da lunedì a disposizione del proprio ordine professionale, fornendo la propria disponibilità così da essere organizzati in squadre che opereranno immediatamente. “Non c’è tempo da perdere, ecco perché la mobilitazione ed il passaparola è fondamentale”.
“Il confronto con il presidente e vice commissario – ha detto il presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi introducendo la riunione – si è reso indispensabile alla luce delle numerose criticità in capo agli eventi calamitosi riconducibili sia al sisma che all’emergenza neve”. “Tra l’altro – ha puntualizzato – in queste ore, nelle zone montane, la neve si sta cominciando finalmente in parte a sciogliere ed il timore concreto è che emergano nuovi ulteriori crepe alle strutture pubbliche e private che la neve ha finora nascosto”.
Sul tavolo anche la questione relativa alla costruzione delle nuove scuole, per la quale è stato approvato la prima fase per 38 milioni di euro e la Regione sta già lavorando alla seconda fase; l’acquisto del patrimonio edilizio invenduto da destinare a chi attende una sistemazione; i benefici di finanza pubblica da estendere a tutto il 2017; il ripristino delle sedi stradali danneggiate dalla neve e dal passaggio dei mezzi pesanti; le stalle provvisorie per il comparto dell’allevamento.
Inoltre l’Anci Marche ha chiesto al vice commissario Ceriscioli di farsi portavoce di una decisa centralità del ruolo dei sindaci nella ricostruzione, convinti che l’accentramento che va paventandosi, non faccia che rallentare il percorso. “Infine – ha concluso Mangialardi – spiace constatare che il dramma vissuto dalle Marche in questi mesi sia passato in secondo piano. Prima il terremoto del 24 agosto definito il terremoto di Amatrice, poi quello del 30 ottobre come quello di Norcia, ora l’emergenza neve ascritta all’Abruzzo, mentre sono proprio le Marche ed i marchigiani a pagare il prezzo più alto”.

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