«Il governo nazionale distrugge la professionalità e la qualità territoriale delle guide. Regole d’esame da rifare: la Regione Marche difende il territorio o si piega ai diktat di partito?»

ANCONA – «Meno del 2% di promossi a livello nazionale: 230 idonei su oltre 12mila candidati, dopo che se ne erano ritirati più di 17mila (!) per i mesi di attesa e l’ampliamento improvviso e senza senso del programma. I numeri del primo esame nazionale per guide turistiche, svoltosi a fine 2025, non fotografano una selezione rigorosa, ma il fallimento totale di un impianto d’esame insensato e nozionistico, calato dall’alto dal Ministero del Turismo, che alle guide marchigiane chiede di sapere di Calabria e Val d’Aosta!» A dichiararlo è Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale, che sul tema ha depositato una mozione, sottoscritta da esponenti di tutte le forze di opposizione.

«Siamo davanti a un paradosso inaccettabile. Candidati con lauree magistrali in storia dell’arte e archeologia sono stati bocciati da un test che pretendeva la memoria mnemonica di oltre 500 siti sparsi in 20 regioni, senza una bibliografia ufficiale a cui riferirsi e dopo 8 mesi di rinvii. Una giostra burocratica che non premia la qualità, ma distrugge le opportunità occupazionali dei nostri giovani e disperde competenze fondamentali per un settore che vale il 10% del PIL».

La capogruppo del M5S sposta poi l’asse della polemica sulla politica locale: «Il superamento della dimensione regionale del patentino si sta rivelando un disastro, e non serviva essere esperti del settore per prevederlo. Una guida turistica deve conoscere profondamente le specificità del territorio in cui opera. Centralizzare tutto significa svilire le Marche, la nostra identità e l’alto livello della nostra offerta turistica, col rischio concreto di spalancare le porte all’abusivismo e ai patentini presi all’estero per disperazione».

«E la situazione è addirittura peggiorata con la nuova sessione d’esame, fissata proprio per oggi 5 giugno, appena un paio di settimane dopo la scadenza dei termini per l’iscrizione, con un preavviso del tutto insufficiente per preparare un programma sconsideratamente esteso al patrimonio storico, artistico, archeologico dell’intero territorio nazionale, specialmente per chi deve conciliare lo studio con i ritmi serrati del lavoro stagionale. Tra l’altro obbligati ad andare a Roma per l’esame, in un periodo in cui la maggior parte dei potenziali candidati, accompagnatori turistici professionisti già contrattualizzati, sono in un picco di lavoro, con calendari saturi e prenotati da mesi, e si troveranno quindi davanti alla scelta di perdere il lavoro o rinunciare all’esame che attendono da anni»

«Con la mozione depositata – conclude Ruggeri – chiediamo che la Giunta Acquaroli esca dal silenzio e intervenga subito in Conferenza Stato-Regioni per esigere dal Governo una riscrittura immediata delle regole d’esame. La Giunta marchigiana intende difendere le proprie guide e la qualità dell’accoglienza o, ancora una volta, preferisce piegarsi ai diktat romani del proprio partito, abbandonando i territori e i professionisti marchigiani al loro destino?»