Di MASSIMO CORTESE

ANCONA – Nell’Aula Magna del Seminario Regionale, un folto pubblico, una vera rarità di questi tempi, ha seguito con grande interesse l’incontro dall’accattivante titolo “Scienza e Fede oggi- Il senso dell’Umano”. A volere l’incontro è stato il gruppo culturale del Seminario, con i giovani seminaristi desiderosi di poter incontrare il professor Marco Bersanelli, astrofisico presso l’Università degli Studi di Milano, e don Stefano Visintin, abate dell’Abbazia di Praglia, in provincia di Padova. La considerazione che ha provocato i giovani seminaristi è la seguente: spesso si parla della necessità di fidarsi della Scienza, come ai tempi del Covid, ma la Scienza tiene conto della nostra natura umana? Ha moderato l’incontro il giornalista Vincenzo Varagona.

Il primo relatore, il professor Marco Bersanelli, si è soffermato sulla vastità dell’Universo, costituito da centinaia di miliardi di stelle e da centinaia di miliardi di galassie. Il cielo stellato ha sempre attirato lo sguardo dell’uomo, fin dai tempi antichi: nel Medioevo, in particolare, il Cosmo è stato inteso come il Cielo di Dio, e le cupole delle Cattedrali in molti casi raffigurano la vastità dell’Universo in rapporto diretto tra l’uomo e il Creatore Celeste. Oggi la situazione è molto diversa. Si è preso atto che l’Universo è una realtà in continua evoluzione, con le stelle che forniscono quegli elementi, primi fra tutti il carbonio, senza i quali l’uomo non potrebbe esistere. Oggi la Scienza ci consente di misurare quanto tempo sia trascorso (circa tredici miliardi di anni) da quel fatto originario dal quale il cosmo si è evoluto, passando da uno stato iniziale denso e caldo, privo di galassie o stelle, a una struttura complessa e ordinata.

Bersanelli ha poi ricordato che dodici anni fa i Costruttori della Cattedrale della Sagrada Familia di Barcellona hanno chiesto suggerimenti su come raffigurare l’Universo e il rapporto tra Dio e l’Uomo. Ha precisato saggiamente Varagona: questa è un motivo in più per andare a visitare la Sagrada Familia, tenuto conto che sembra che la Cattedrale voluta da Gaudi e alla cui realizzazione si sta prodigando lo scultore giapponese Etsuro Sotoo, sarà probabilmente completata in tempi brevi.

Ha poi preso la parola don Stefano Visintin, abate di Praglia, dove appunto si sono recati i giovani seminaristi che hanno pianificato l’incontro. Padre Visintin è fisico ed epistemologo, e l’epistemologia è quella branca della filosofia che si occupa dello studio critico della conoscenza scientifica. Visintin ha ribadito che, al momento, risulta che gli unici esseri umani nell’Universo stiano solamente nella nostra Terra, ma, sembrerebbe da un recente sondaggio che, qualora si venisse a scoprire dell’esistenza di altre forme di vita, le cose non dovrebbero cambiare, in quanto gli unici che verrebbero a mutare il proprio pensiero sarebbero le persone non credenti.

Varagona ha subito precisato che in quell’incontro non si sarebbe parlato di Intelligenza Artificiale, tenuto anche conto delle poche ore trascorse dalla pubblicazione dell’Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, con la quale il pontefice, in modo potente e chiaro, invita a disarmare l’Intelligenza Artificiale per evitare che diventi uno strumento di dominio economico e culturale.

(Le fotografie sono di Stefano Sacchettoni)