Di GIUSEPPE CRISTINI

JESI – La prima sfida dei quarti di finale sorride a Rimini, la gara  si è giocata purtroppo a Jesi per lo sfratto della squadra dalla Vitrifrigo Arena.

La VL lotta, parte bene, dà l’impressione di poter controllare la gara, ma alla lunga deve arrendersi alla squadra ospite che chiude sul 99-89 una partita intensa, fisica e piena di segnali importanti per il futuro della serie.

Eppure, per lunghi tratti, la squadra marchigiana aveva mostrato personalità e qualità. L’avvio era stato convincente, con ritmo, circolazione di palla e un Tambone e Bucarelli semplicemente monumentali.

Leadership, coraggio e quella sensazione continua di essere gli ultimi ad arrendersi. Hanno lottato come leoni, trascinando la VL nei momenti più complicati, prendendosi responsabilità pesanti e tenendo viva la partita quando Rimini sembrava pronta a scappare via.

Ma non è bastato. Perché questa gara, alla fine, si è decisa nei dettagli che nei playoff fanno tutta la differenza: rimbalzi, fisicità, seconde opportunità concesse e presenza sotto canestro.

Ed è proprio lì che la VL ha sofferto di più. Troppi rimbalzi lasciati agli avversari, troppe palle sporche finite nelle mani di Rimini, troppo spazio concesso a una squadra che, sospinta anche dal proprio pubblico, ha saputo crescere col passare dei minuti.

Spiro Leka aveva provato a mischiare le carte già nel primo tempo, ruotando tutti e dieci gli uomini a disposizione per tenere alta l’intensità e trovare energie nuove. Ma il piano non ha prodotto l’effetto sperato. Anche perché il rientro di Miniotas è apparso ancora lontano dalla miglior condizione: il talento c’è, ma manca ancora brillantezza, ritmo e quella capacità di dominare offensivamente che può cambiare il volto della serie.

Ma guai a pensare che tutto sia compromesso. Questa è solo gara 1.

Una serie playoff non si giudica da una notte, e dentro questa sconfitta ci sono anche indicazioni positive. La VL ha dimostrato di poter stare dentro la partita, di poter colpire offensivamente e di avere uomini capaci di trascinare il gruppo.

Ora servirà alzare il livello difensivo, proteggere meglio il ferro, essere più cattivi a rimbalzo e recuperare il miglior Miniotas. Perché una serie così dura, così fisica e così equilibrata difficilmente finirà presto. Anzi, la sensazione è che si andrà fino in fondo, fino a una durissima gara 5.

La battaglia è appena iniziata. E nei playoff, spesso, la vera forza non è non cadere mai. È sapersi rialzare subito.

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