di MASSIMO CORTESE
ANCONA – Nella libreria della Casa Editrice Affinità Elettive, Piero Romagnoli ha presentato il suo ultimo libro “Oro argento e Papi”.
Il testo, scritto con la consueta passione di Romagnoli per la storia di Ancona e il mondo delle monete non è un’opera legata alla numismatica, ma si propone di essere un testo di divulgazione storica.
Tra l’altro, Romagnoli rivaluta il periodo 1464-1590, sfatando la tesi storiografica secondo cui Ancona, con l’ingresso nello Stato della Chiesa, si sarebbe trovata in una fase di decadenza.
Al contrario, il capoluogo marchigiano avrebbe beneficiato del suo ruolo di Centro commerciale di primaria importanza, e tutto questo è documentato dalla circolazione di oltre duecento monete. Il libro descrive anche l’impatto sulla politica cittadina dei papi del periodo. Alcuni fra questi furono grandissimi Capi di Stato che svolsero un ruolo sia politico che culturale, promuovendo arte e scienza, ma anche accumulando ricchezze e corruzione.
Romagnoli, rispondendo alle domande di Valentina Conti, ci accompagna alla conoscenza di una realtà, quella dei commerci della Dorica con le potenze dell’Epoca, che ne esaltano il ruolo di primo porto di uno Stato moderno con rilevanza internazionale.
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