RECANATI – Si è concluso ieri sera (6 agosto) a Recanati il primo Festival dell’Operetta di Recanati, una iniziativa che ha riportato perfettamente l’atmosfera del café chantant in una piazza tra le più belle delle Marche, dove, tra tovagliati bianchi, luci soffuse e servizio ai tavoli sembrava proprio di respirare l’aria del famoso locale parigino Maxim’s.
Al pubblico recanatese, che ha riempito la piazza per la seconda volta in tre giorni, è stato proposto, dopo Cin Ci La, il Gran Galà dell’Operetta, uno spettacolo composto dai brani più belli tratti dalle Operette più famose, un vero e proprio spettacolo pieno di musica e colori realizzato con costumi sfarzosi reso unico e omogeneo dal sapiente racconto di Daniela D’Aragona che ha sfoggiato con disinvoltura tutte le sue doti di presentatrice, cabarettista, attrice e cantante. Al suo fianco l’insostituibile comico Gianluca Delle Fontane (già ottimo Blum in Cin Ci La) che ha saputo condire di umorismo tutto lo spettacolo.
Dalla Serva Padrona, con Serpina, primo prototipo delle soubrette del Novecento, omaggio a Jesi e alla Fondazione Lanari, lo spettacolo ha proposto l’intera storia dell’operetta da La vedova allegra a Cin Cin La, da Il paese dei campanelli a La duchessa del Bal tabarin, da Il paese del sorriso al Cavallino Bianco, da La Principessa della Czarda a Scugnizza.
Un susseguirsi di scene e arie, interpretate con grande passione dal soprano Consuela Gilardoni, dal tenore Gianni Leccese, dalla soubrette-soprano Silvia Santoro e, ultimo ma non importante dalle splendide ballerine del corpo di ballo (Elisabetta Aiello, Susanna Piazza, Martina Marinelli, Claudia Lori, Giulia Mostacchi, Silvia Di Pierro): il tutto accompagnato al pianoforte dal maestro Fabio Spinsanti che ha regalato al pubblico una splendida esecuzione solistica di Meine Liebe dalla Giuditta di Lehar.
Come per Cin Ci La, la regia del Gra Galà era di Maria Teresa Nania e gli splendidi costumi di Eugenio Girardi e Loris Danesi. La direzione di Palcoscenico di Edoardo Ciarofoli.
Non è mancato un momento di commozione per il ricordo da parte de La Compagnia Italiana di Operette (in attività dal 1953), di soprano Armanda Di Tullio, indimenticata Anna Glavari della Vedova Allegra, soprannominata la “regina della piccola lirica”, a dieci anni dalla scomparsa.
Di certo l’aspetto più originale che saltava all’occhio, era proprio l’originale allestimento realizzato dalla Fondazione Lanari, su indicazioni dell’Assessore Ettore Pelati, ha così unito la cultura, il turismo e il commercio, offrendo ai locali del centro la possibilità di servire ai tavoli e rendere ancora più piacevole la serata in musica. (d.p.)





