E’ sotto controllo il maxi incendio nel capannone di Pollenza

E’ sotto controllo il maxi incendio nel capannone di Pollenza

Presa di posizione di Legambiente dopo l’ennesimo rogo in provincia di Macerata

POLLENZA – Continua incessante il lavoro dei Vigili del fuoco per spegnere l’incendio che si è sviluppato nella serata del 5 dicembre nella zona industriale di Pollenza. Per cause in corso di accertamento le fiamme hanno interessato il capannone della Rimel, un’azienda che si occupa del riciclo di rifiuti elettronici.

Al momento ci sono ancora alcuni focolai rimasti accesi su dei cumuli di materiale plastico. I Vigili del fuoco stanno provvedendo allo smassamento del materiale incendiato con mezzi di movimento terra, e nel frattempo si raffreddano le fiamme con del liquido schiumogeno antincendio.
Al momento sul posto rimangono a sorvegliare l’incendio per l’intera notte cinque autobotti ed il funzionario dei Vigili del fuoco.

E, questa sera, dopo l’ennesimo incendio che ha interessato la provincia di Macerata, registriamo una presa di posizione di Legambiente. “Non si può continuare a sostenere una situazione di questo tipo – dichiara Marco Ciarulli presidente di Legambiente Marche – la provincia negli ultimi anni è stata interessata da questi fenomeni con una frequenza preoccupante, con ricadute ambientali e di salute sul territorio indiscutibili”

“L’associazione, ogni anno racconta i reati ambientali attraverso il suo dossier “Ecomafia” anche sul tema dei rifiuti. Nelle Marche, dal 2013 al 2021, situazioni di incendi negli impianti di trattamento, smaltimento e recupero di rifiuti sono stati 19, appena l’1,5% sul totale nazionale di 1293 eventi di questo tipo. Numeri molto bassi quelli marchigiani, a maggior ragione preoccupanti per una Provincia, quella di Macerata, che sembra essere diventata il luogo in cui questi incendi si verificano con costanza.

“Che l’incendio sia stato accidentale o meno non sta certo a noi dirlo – prosegue Ciarulli – ma è chiaro che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. Stiamo parlando di impianti molto delicati e complessi che trattano rifiuti speciali e a maggior ragione la prevenzione dovrebbe essere una priorità. Forse questi sistemi di prevenzione non sono efficienti? E’ evidente che qualche pezzo della filiera non funziona, ma ovunque sia il problema non è più accettabile che ambiente e cittadini debbano costantemente pagarne lo scotto, con disagi ambientali immediati, e potenziali pericoli di salute nel lungo periodo”.

“L’associazione ricorda – si legge sempre nel documento diffuso da Legambiente – come negli ultimi anni episodi di questo tipo siano stati frequenti: 2 volte alla ORIM, la Macero Maceratese, 2 volte al Cosmari ed oggi RIMEL.

“Infine – conclude Ciarulli – ci preoccupano le conseguenze anche del settore di riciclo e recupero. Ad ogni incendio o disastro ambientale legato a questo settore, ci si allontana dal modello di economia circolare che vorremmo veder sviluppato nel nostro territorio. Diventa più difficile investire nel settore, le assicurazioni diventano più onerose e la sfiducia generale dei cittadini comprensibilmente aumenta. Questi eventi sono un danno per tutti, se non assumiamo il concetto di prevenzione come priorità assoluta, non ne usciremo mai”.

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