Il Piano RePower della Ue e la posizione dell’Italia
Con il piano RePower Ue l’Unione Europea punta a rispondere con forza alla crisi energetica, incrementando l’utilizzo delle energie rinnovabili e al tempo stesso smarcarsi dalla dipendenza russa per quanto riguarda le fonti fossili. Vediamo nei dettagli in cosa consiste il piano RePower Ue e qual è la posizione italiana
H2 – Piano RePower UE: cos’è e come funziona
Per contrastare la crisi ambientale l’Unione Europea ha dato il via libera al piano RePower Ue con lo scopo di rispondere alla crisi energetica e di materie prime provocata dal conflitto Russia-Ucraina. Con questo piano l’Unione Europea cerca di dire addio alla dipendenza dalle fonti fossili russe (carbone e gas) entro il 2027, premendo al contempo l’accelerazione sulle energie rinnovabili, in primis l’energia solare. Per l’energia domestica vengono favoriti fornitori di energia appartenenti al mercato libero che offrono proposte di energia green con un confronto di prezzi estremamente concorrenziale. Fare attenzione al fornitore scelto ma soprattutto a come utilizzare l’energia di cui abbiamo bisogno, aiuterà il pianeta a le nostre tasche. Numerosi distributori di energia stanno cercando di immettere sul mercato sempre più proposte green a favore dell’ambiente. Tali dati vengono confermati dalle numerose operazioni di voltura o subentro sottoscritte grazie ad offerte luce e gas green
Il piano Re Power Ue presenta alcuni punti chiave, tra cui:
- Ricerca di fornitori alternativi alla Russia per quanto riguarda l’approvvigionamento di gas, investendo in infrastrutture per far arrivare il gas in Europa in sicurezza. Per facilitare una strategia comune è stata varata la EU Energy Platform, per permettere ai diversi paesi europei di agire assieme, coordinandosi per quanto riguarda la domanda e il trasporto del gas.
- Aumentare l’utilizzo delle fonti rinnovabili: l’UE ha alzato l’obiettivo 2030 di impiego di rinnovabili come fonti primarie dal 40% al 45%, includendo non solo eolico e solare ma anche idrogeno e biometano.
- L’impostazione di una nuova strategia per l’energia solare chiamata EU Solar Strategy. L’Unione Europea punta a incrementare l’utilizzo del fotovoltaico che dovrebbe arrivare a soddisfare almeno il 25% della domanda europea di energia. Per questo è stato introdotto l’obbligo di installazione, entro il 2026, su tutti i nuovi edifici commerciali e pubblici con un’area utile maggiore di 250 metri quadrati. Dal 2027 l’obbligo scatterà anche per gli edifici già esistenti, mentre per tutti i nuovi edifici residenziali i tetti solari saranno obbligatori dal 2029
H3 – La domotica e gli obiettivi dell’Unione Europea
La domotica può essere la soluzione giusta per contrastare gli sprechi di energia e di conseguenza arginare un minimo l’inquinamento. Installando nella propria abitazione impianti controllabili da remoto è possibile gestire gli impianti di riscaldamento l’inverno e di rinfrescamento nei mesi più caldi, gestire l’ impianto di irrigazione oppure controllare le luci di casa. Serve solo uno smartphone e una buona connessione rivolgendosi ai diversi operatori internet presenti sul mercato. Oggi le nuove tecnologie permettono a chiunque di navigare velocemente utilizzando sistemi via area. Uno di questi è il sistema FWA ovvero il sistema “fibra misto radio” , una sorta di ibrido tra il WiMax e la FTTC. Prima di cambiare operatore ricordati sempre di verificare la copertura di rete della tua zona ed effettuare uno speed test.
L’Italia, come molti paesi europei, dipende dalle risorse energetiche russe ma il conflitto Russia-Ucraina ha destabilizzato, forse per sempre, i rapporti commerciali tra i due paesi, spingendo l’Italia a cercare nuovi accordi con i paesi africani, quali Congo e Algeria, per diminuire la dipendenza da Mosca.



