Due Procure stanno indagando sulle esondazioni che hanno portato morti e distruzioni nelle Marche / Foto

Due Procure stanno indagando sulle esondazioni che hanno portato morti e distruzioni nelle Marche / Foto

ANCONA – Sono due le Procure – quella di Ancona e quella di Urbino – che stanno indagando sull’allerta meteo e sulle esondazioni che, tra giovedì e venerdì, hanno portato morti e distruzioni nelle Marche.

La Procura di Ancona ha aperto un fascicolo, contro ignoti, nel quale vengono ipotizzati i reati di omicidio colposo plurimo e inondazione colposa. Dell’inchiesta si stanno occupando il procuratore aggiunto Valeria D’Agostino e la Pm Valeria Cigliola.

Ad Urbino, invece la Procura – se ne occupa lo stesso procuratore Andrea Boni – sta indagando, al momento, per il solo reato di inondazione colposa, in considerazione che, nell’area interessata dall’alluvione nell’Alto pesarese, non ci sono state, fortunatamente, delle vittime. Ma i danni causati dall’acqua e dal fango sono notevoli.

Al momento, secondo quanto si è appreso, la Procura di Ancona, sta indagando soprattutto sul sistema di allerta. Nel corso di un incontro con i giornalisti la procuratrice Monica Garulli ha affermato che “quello che si riscontra in questo momento è che non c’è stato un allerta da parte della Regione Marche nei confronti dei Comuni”. E, proprio per questo, i carabinieri forestali hanno già acquisito i tabulati telefonici sull’allerta meteo ed i dati relativi alle precipitazioni previste per il 15 settembre – il giorno dell’alluvione – che hanno devastato una vasta area delle Marche.

(Le immagini si riferiscono a Pianello di Ostra, Senigallia e Serra de’ Conti)

 

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