Sempre più intensa l’attività dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

Sempre più intensa l’attività dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

ANCONA – Nel 2021, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona (TPC) hanno proseguito nelle attività tese al recupero dei Beni Culturali illecitamente sottratti.

L’azione operativa, grazie alla preziosa collaborazione dell’Arma Territoriale (con le Stazioni capillarmente presenti sul territorio), nonché di altri reparti dell’Arma, si è estrinsecata attraverso attività sia preventive che repressive. Fondamentale strumento di supporto e di analisi per le attività svolte si è dimostrata, ancora una volta, la Banca Dati dei Beni Culturali Illecitamente Sottratti, la più grande banca dati di opere d’arte da ricercare al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Attività preventiva e di controllo

  • Controllo aree archeologiche: 78;
  • Controlli aree paesaggistiche: 132;
  • Controllo esercizi antiquariali: 109;
  • Controllo mercati e fieri antiquariali: 27.

Invariata la situazione dei furti di beni d’arte sia in musei, luoghi espositivi pubblici o privati, luoghi di culto, archivi e biblioteche e luoghi di privati. Infatti, nel 2020, nel territorio di competenza del Nucleo di Ancona si erano registrati 11 furti, risultati pari a quelli dell’anno di riferimento dell’attività operativa in esame.

Tale risultato è il frutto dell’intensa collaborazione  instaurata dai  Carabinieri con i vari soggetti deputati alla salvaguardia e custodia dei beni culturali; tra questi possiamo ricordare: i funzionari delle soprintendenze (la cui collaborazione già attiva si è ulteriormente saldata, formando, secondo le rispettive attribuzioni e competenze, un unico fronte di protezione in favore dei beni culturali); i responsabili delle strutture museali, archivi e biblioteche (dove, a seguito delle verifiche da parte dei Carabinieri, sono stati innalzati i livelli di sicurezza); i responsabili degli Uffici Beni Culturali delle Diocesi (con i quali si sono istaurati frequenti contatti e specifici incontri a cui hanno preso parte i  parroci e il personale incaricato della gestione dei beni culturali ecclesiastici); i Sindaci delle città e dei piccoli borghi marchigiani (coi i quali si è istaurato un frequente e positivo dialogo). In ultimo, e non per importanza, si sottolinea il ruolo fondamentale di molti cittadini che hanno fornito ai Carabinieri un prezioso supporto soprattutto in fase preventiva.

Attività repressiva

Le attività di contrasto poste in essere dal Nucleo TPC di Ancona hanno consentito il recupero di  3764 beni antiquariali, archivistici, librari e archeologici, di pregevole fattura, per un valore stimato di € 1.228.000.

Le persone denunciate in stato di libertà all’A.G. sono state 133 (di cui 34 per reati in danno del paesaggio).

I beni recuperati:

  • beni antiquariali, archivistici e librari: 135;
  • reperti archeologici: 3508 (di cui: 044 interi, 673 frammenti e 791 di numismatica archeologica);
  • reperti paleontologici:
  • opere d’arte contemporanea contraffate: 21.

Tra le attività repressive di maggior rilievo condotte nel 2021, appare utile ricordare il recupero di un dipinto illecitamente asportato in Osimo: una complessa ed articolata attività di indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona e condotta dai Carabinieri del TPC di Ancona, che ha permesso di individuare e sequestrare, all’interno di una villa di Falconara Marittima (AN), il dipinto olio su tela raffigurante “Madonna con Santi”, delle dimensioni di cm.  250 X 164, databile agli inizi del XVIII secolo.

Gli accertamenti esperiti dagli storici dell’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Marche di Ancona (e dalla restauratrice Prof.ssa Francesca PAPPAGALLO), hanno permesso di appurare l’identità del dipinto sequestrato con quello rubato, in data 26.11.1994, dall’interno della chiesa privata di “San Filippo al Piano” di Osimo (AN). Soprattutto nella fase di identificazione del dipinto, sono state di estrema utilità le testimonianze degli abitanti della zona che frequentavano la chiesa e che avevano un nitido ricordo dell’opera trafugata.

Al termine della indagini l’Autorità Giudiziaria ha disposto la restituzione del dipinto al proprietario della chiesa che, seppur di proprietà privata, ospita regolari funzioni religiose aperte al pubblico officiate dal parroco locale e risulta molto frequentata dagli abitanti della zona che non avevano mai perso la speranza di poter riportare e rivedere nella loro chiesa un pezzo della loro storia che mani ignote avevano trafugato.

 

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