Il mondo pugilistico marchigiano piange la scomparsa di Massimo Consolati

Il mondo pugilistico marchigiano piange la scomparsa di Massimo Consolati

di GABRIELE FRADEANI

ANCONA – Massimo Consolati ci ha lasciato. Si è spento ieri alla età di 85 anni dopo una lunga malattia. E’ stato senza tema di smentita uno dei pugili anconetani più seguiti, capace di fare convergere  il grosso pubblico nelle manifestazioni che puntavano sul suo nome.

Ha combattuto da professionista dal 1960 al 1973 disputando 87 combattimenti; ha incontrato tutti i migliori del suo tempo: in campioni del mondo Arcari, Carrasco, Lopopolo, Velasquez, Armestead, Torres; i campioni d’Europa Roque, Menetry, Orsolic nelle varie categorie toccate dal peso leggero al welter.

Atleta serio, meticoloso nella preparazione, in possesso di una boxe tecnica e pungente e sempre in grado di offrire un ottimo spettacolo.

La sua prestazione migliore e quella che più si ricorda è stata quella contro Bruno Arcari nel 1966, a Senigallia, quando gli riuscì di strappargli il titolo nazionale.

Tutto il mondo pugilistico marchigiano ne piange la scomparsa. I funerali si terranno ad Ancona domani, giovedì 30 giugno, nella Chiesa del Pozzetto, a Tavernelle, alle ore 16.

Da persona che lo ha conosciuto in palestra, che gli è stata amica e che poi da giornalista ha seguito tutta la sua carriera ci piace ricordarlo con un aneddoto che testimonia della sua onestà intellettuale.

Come noto a Senigallia nel ‘66 batté il grandissimo Bruno Arcari per ferita conquistando il titolo italiano e successivamente lo perdette a Genova per squalifica contro lo stesso Arcari. Lo intervistammo e gli chiedemmo conto di quella testata che secondo noi non vi era stata.

Queste le sue parole che mi colpirono profondamente: “Ma quale testata! io ad Arcari riuscirò sempre ad aprire le arcate sopracciliari ma con i pugni perché sono fragilissime, basta colpirlo un paio di volte e fare ruotare il polso. Ciò detto hanno fatto bene a riconsegnargli la corona perché è cento volte più bravo di me. Io sono un onesto e se vogliamo anche un  bravo pugile, lui è un campione e può dare quel lustro alla nostra nazione che io non riuscirei assolutamente a dare”.

Questo era Massimo Consolati, un pugile buono, intelligente, estroso e perfettamente conscio delle sue possibilità. Riposa in pace, caro amico.

 

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