E’ morto Massimo Consolati, ex campione italiano di pugilato

E’ morto Massimo Consolati, ex campione italiano di pugilato

Nella sua lunga carriera ha incontrato, allo stadio comunale di Senigallia, anche Sandro Lopopolo e Bruno Arcari

ANCONA – Lo sport marchigiano piange Massimo Consolati. L’ex campione italiano di pugilato è deceduto oggi nella sua Ancona. Aveva 85 anni.

Nella sua lunga carriera Massimo Consolati ha incontrato i più forti pugili della sua categoria – i superleggeri –, primi fra tutti i campioni del mondo Sandro Lopopolo e Bruno Arcari.

Massimo Consolati esordì tra i professionisti a ventitré anni, alla fine del 1960.

Al 31º incontro, dopo 24 vittorie, un pari e cinque sconfitte, sfida Sandro Lopopolo per il titolo italiano dei superleggeri. L’incontro si svolge il 25 luglio 1964, allo stadio comunale di Senigallia. Lopopolo, ancora imbattuto, s’impone ai punti, al termine di dodici riprese combattute e spettacolari.

Due anni dopo, il 12 aprile 1966, Massimo Cosolati ottiene nuovamente la chance di combattere per il titolo italiano, lasciato vacante da Lopopolo. Sempre sul ring dello stadio di Senigallia affronta Bruno Arcari.

Un match rimasto nella storia del pugilato marchigiano. Alla quinta ripresa, Massimo Consolati colpisce l’avversario con un gancio destro, aprendogli una copiosa ferita.

Si giunge con scambi continui fino alla nona ripresa. Con Arcari in netto vantaggio, l’arbitro chiama il medico per verificare la consistenza della ferita. Sentito il parere del medico e per non mettere a rischio l’incolumità di Arcari, l’arbitro interrompe l’incontro per ferita, dando la vittoria per Kot al 10º round a Massimo Consolati.

Una vittoria che fa conquistare al pugile anconetano il titolo italiano dei superleggeri. E Consolati diventa anche uno dei soli due pugili che può vantarsi di aver battuto Bruno Arcari.

Il 18 settembre Consolati respinge l’assalto al titolo italiano di Giulio Graziani, battendolo ai punti sul ring di verona.

Poi, a Genova, il 7 dicembre 1966, la rivincita con Arcari. La superiorità del futuro campione del mondo è netta ma, all’8º round, una nuova ferita al suo sopracciglio destro richiede l’intervento del medico. Stavolta, però, l’arbitro decreta la squalifica del campione uscente per testata irregolare, assegnando ad Arcari la cintura italiana dei pesi superleggeri. L’evento ha avuto interpretazioni contrapposte. Consolati, pur riconoscendo la superiorità dell’avversario, ha dichiarato di non averlo mai colpito con una testata e analogamente si è pronunciato Gabriele Fradeani, giornalista di Boxe Ring, la rivista della Fpi, che era presente all’incontro.

 

 

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