L’arretramento della ferrovia e la piattaforma logistica del porto di Ancona

L’arretramento della ferrovia e la piattaforma logistica del porto di Ancona

di PAOLO LANDI

ANCONA – Il fronte comune dei sindaci della costa di non accettare il previsto pesantissimo sovraccarico del traffico merci sull’attuale linea adriatica per i prossimi anni con il programma di velocizzazione è sicuramente legittimo ma va fatta chiarezza sulle strategie da contrapporre che possono venire solo da una approfondita analisi che scinda il traffico ferroviario di attraversamento da quello di destinazione.

Se il problema non si pone per i treni passeggeri che prevedono tutti almeno una fermata in regione sarà invece pertinente per  la maggior parte di quelli merci in solo transito che potrebbero trovare una soluzione soddisfacente solo con una nuova linea appositamente dedicata senza necessità di alta velocità e da svilupparsi attorno a un’asse ideale Rimini, Ascoli, Pescara Termoli Foggia apparentemente più breve ma alla fine più o meno della stessa lunghezza dell’adriatica considerandone i necessari scostamenti per superare gli ostacoli di natura  geomorfologica.

Questa linea di supporto arricchita anche da un marginale traffico passeggeri andrebbe a valorizzare tutta la fascia pedemontana ma deve venire considerata come entità autonoma con una propria progettazione e un proprio piano finanziario completamente svincolato da quello della linea adriatica attuale con l’unico rapporto con quest’ultima relegato solo ai raccordi trasversali di collegamento, nel caso marchigiano, da Fano, (se riattivato) Falconara, Civitanova e San Benedetto.

Adottare questa ipotesi di sdoppiamento significa razionalizzare e concentrare al meglio il finanziamento dei 5 miliardi solo sulla linea attuale senza fughe in avanti con la prospettiva di un traffico addirittura ridimensionato piuttosto che in crescita, con le stazioni rimodernate e sempre al centro delle città, con nuovi o migliorati  attraversamenti di ricucitura e con opere utili di riorganizzazione funzionale  dove più intensa è la movimentazione di persone e merci come in corrispondenza  dello snodo logistico principale delle marche a proposito del quale avevamo anticipato uno  scenario ferroviario originato sul bypass Api in un nostro articolo visionario del 2016 quando non c’erano ancora né la previsione dell’estensione a sud di Ravenna del corridoio baltico adriatico, né sentori di finanziamenti e che riproponiamo ora per l’ennesima volta, ancor più attuale che mai, che va letto immedesimandosi alla data di pubblicazione e che dovrebbe invece trovare accoglimento  in questo progetto di velocizzazione scalzando l’inconcludente proposta di Pesaro.

PER SAPERNE DI PIU’

Dal bay pass Api l’occasione per il recupero di una strategia di sistema

 

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