Il crack di Banca Marche, nuove verità durante il processo

Il crack di Banca Marche, nuove verità durante il processo

“Sono emerse nel corso dell’udienza – ha detto l’avvocato Corrado Canafoglia – ed aprono nuovi scenari”

ANCONA – Si è tenuta in Tribunale, ad Ancona, un’altra udienza del processo penale sul crack di Banca Marche.

E’ stato sentito nuovamente il teste Giorgi, già vice direttore dell’istituto di credito marchigiano, il quale incalzato dall’avvocato Corrado Canafoglia, che patrocina oltre 3.000 risparmiatori truffati, ha rivelato aspetti della vicenda sinora sconosciuti.

In particolare Giorgi ha rivelato che il ragionier Goffi, subentrato quale direttore generale a Massimo Bianconi, oggi imputato, avrebbe impartito ai suoi collaboratori, Salicona ed Audino, precise direttive invitando gli uffici della banca a svalutare crediti.

Il teste ha anche sostenuto che l’attività di svalutazione ha maturato in Banca Marche oltre 750 milioni di euro di perdite nel bilancio 2012 e nella semestrale 2013, non sulla base di una reale valutazione delle singole posizioni creditizie, ma per raggiungere obiettivi prefissati. E questo ha poi aperto la porta al commissariamento dell’istituto, ordinato da Bankitalia, durante il quale sono maturate altre perdine per 1,5 miliardi di euro.

Un’affermazione suffragata dalla presentazione di email redatte da Goffi, sinora ignote, prodotte dall’avvocato Tiziana Bellani, legale dell’ex direttore generale Massimo Bianconi.
Giorgi ha poi aggiunto, su domanda dell’avvocato Canafoglia, che in Banca Marche nel periodo tra il 2010 e l’estate 2012, il presidente dell’organismo di valutazione era l’avvocato Paolo Ferreri, già presidente del Consiglio Generale di Bankitalia, l’organo che presiede alla gestione dell’istituto di via Nazionale, fatto ignoto ai più.
“Nel corso dell’udienza – ha detto l’avvocato Corrado Canafoglia – sono emerse verità che aprono nuovi scenari sulla crisi di Banca Marche e, soprattutto, sulla possibilità, per gli azionisti truffati, di recuperare il valore delle azioni azzerate”.

 

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