Covid / Da lunedì le Marche in zona arancione, unica regione in controtendenza

Covid / Da lunedì le Marche in zona arancione, unica regione in controtendenza

ANCONA – Da lunedì (7 febbraio) le Marche passeranno in zona arancione. Da tempo se ne parlava ma, adesso, è ufficiale. E’ arrivata oggi la comunicazione del ministro Speranza per il passaggio.

“La Regione – ha affermato il presidente Francesco Acquaroli – non ha alcun potere di intervento rispetto a questa misura che, anche se prevedibile da oltre un mese, ritengo ormai essere superata rispetto alla fase attuale della pandemia”.

“Le Marche – gli fa eco il consigliere regionale del Pd, Antonio Mastrovincenzo – da lunedì saranno in zona arancione. Unica regione in Italia che subisce un passaggio di colore. Unica regione in controtendenza. La Giunta di destra contesta la scelta del Ministero parlando di “accanimento burocratico”, di “schiaffo alle Marche”.

“La nostra regione è in testa purtroppo – aggiunge Mastrovincenzo – alla classifica di occupazione dei posti di terapia intensiva, ma è in fondo a quella per numero di vaccinazioni inoculate. E questo dopo che da mesi il Gruppo Pd denuncia un incremento non veritiero del numero dei posti di terapia intensiva disponibili, con l’unico intento di sfuggire al cambio di zona.

“Da mesi – prosegue Mastrovincenzo – chiediamo più hub vaccinali, più tamponi, l’apertura di covid hotel per arginare il contagio. Da mesi chiediamo un atteggiamento più responsabile dell’assessora alla cultura e alla scuola che con le sue pericolose dichiarazioni ha costantemente messo in dubbio l’efficacia dei vaccini. Da mesi chiediamo un assessore alla sanità che dia risposte concrete ai cittadini invece di sparare annunci esilaranti e numeri non rispondenti alla realtà.

“Sarebbe auspicabile – conclude Antonio Mastrovincenzo – un approfondito esame di coscienza da parte del presidente Acquaroli e della sua Giunta: ammettere i gravi errori commessi sarebbe un segno di maturità politica, di correttezza e di trasparenza nei confronti dei cittadini”.

“Purtroppo – afferma invece il capogruppo regionale del Pd, Maurizio Mangialardi – non ci sorprende lo scivolamento delle Marche in zona arancione. Se è vero, come sostenuto dallo stesso presidente Acquaroli, che questa “retrocessione” non è dovuta al numero dei contagi, ma a quello dei ricoveri, non è difficile comprendere come tale situazione sia stata determinata da chi in questi mesi ha preferito andare a braccetto con i movimenti No Vax anziché promuovere la campagna vaccinale. E’ nota, infatti, l’altissima incidenza dei non vaccinati tra i malati di Covid ricoverati nei nostri ospedali. Un dato su cui, nonostante gli insulti e le minacce, il gruppo assembleare del Partito Democratico ha fin dall’inizio attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, denunciando costantemente le mancanze della giunta Acquaroli”.

“Invece di attaccare il governo – aggiunge Mangialardi- Acquaroli e i suoi assessori dovrebbero farsi un esame di coscienza circa il loro operato che ha portato a esercitare sugli ospedali una pressione divenuta ormai insostenibile e, in alcune zone della regione, quasi drammatica. Ciò che davvero dispiace è che a farne le spese saranno medici e infermieri, la cui generosa abnegazione dimostrata in questi due anni è continuamente frustrata dalla politica sanitaria della giunta regionale, i cittadini, che non si vedono più garantire le prestazioni ordinarie, le attività economiche, che rischiano di subire ulteriori gravose perdite. Per fortuna il cambio di zona non avrà alcuna incidenza sui vaccinati e auspichiamo che ciò possa incentivare i marchigiani che non hanno ancora ricevuto la prima dose a rivedere le loro scelte”.

Nel tardo pomeriggio la Regione Marche ha poi fatto sapere che “in merito alle notizie uscite oggi, con i dati dei ricoveri in terapia intensiva e area medica, che hanno determinato il passaggio delle Marche, da lunedì 7 febbraio, in zona arancione, si precisa che il tasso di occupazione nelle terapie intensive registra il valore di 21,1% (54 pz/256 pl) e non di 26,3% come riportato, mentre in area medica il valore risulta di 32,9% (338 pz/1027 pl)”.

 

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