Legge sul gioco, il Consiglio regionale delle Marche approva la proroga

Legge sul gioco, il Consiglio regionale delle Marche approva la proroga

Sarà il 2023 la data di entrata in vigore delle norme che pongono disposizioni più stringenti in materia di gioco. Una conquista per gli esercenti del settore. Ma la scadenza è in realtà più corta di quella prevista nella richiesta contenuta nella proposta di legge originaria

ANCONA – Era il 2017 quando il Consiglio regionale delle Marche, in adeguamento al quadro legislativo nazionale del tempo, approvò la legge che imponeva l’obbligo di distanziamento degli apparecchi da gioco dai cosiddetti “luoghi sensibili”.

La legge non avrebbe fatto sconti a nessuno, andando a colpire, cosi’,  anche esercenti da sempre impegnati ad operare in conformità con i requisiti posti dalla legge e che, garantendo Metodi di Pagamento Sicuri, già minimizzano i rischi per i giocatori. Secondo il testo di legge, infatti, gli esercenti del settore, avrebbero avuto due anni di tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni, trovandosi vincolati a spostare le attività o a interromperle in toto. La scadenza prevista per conformarsi alle nuove disposizioni era ben precisa: il 30 novembre 2021.

A questa data, la distanza minima da luoghi sensibili da rispettare sarebbe stata imposta a 500 metri per i comuni con più di 5mila abitanti e a 300 metri per quelli con una densità di popolazione inferiore. La lista dei luoghi sensibili, peraltro, avrebbe previsto un elenco abbastanza consistente di edifici sia pubblici che privati, precisamente: scuole di ogni ordine e grado, inclusi istituti universitari, istituti di credito e sportelli bancomat, uffici postali, ed esercizi di acquisto e vendita di oggetti preziosi ed oro usati. Una restrizione, dunque, di particolare impatto per un territorio come le Marche, che si piazza solo al quindicesimo posto nella classifica delle regioni per estensione territoriale.

La legge, inoltre, conferiva ai comuni una considerevole libertà di implementazione della legislazione, con la quale si concedeva la possibilità alle autorità locali di individuare altri luoghi sensibili quali strutture per minori, giovani ed anziani – sempre nel rispetto della normativa statale e degli strumenti della pianificazione regionale – tenendo conto dell’impatto delle stesse sul contesto e sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sul disturbo della quiete pubblica.

Questa normativa dai contorni piuttosto ampi avrebbe finito, nel giro di due anni, col limitare la possibilità di gioco entro contorni territoriali molto ristretti in una regione dalla già ridotta estensione territoriale. Mentre per gli utenti, una delle soluzioni potrebbe sicuramente essere quella di ovviare alle restrizioni giocando in rete comodamente da casa e godendo dei bonus senza deposito garantiti dai casinò online, che concedono la possibilità di ottenere “denaro gratuito”, senza necessità di un deposito iniziale, per gli esercenti sarebbe stato un vero disastro.

La scadenza del 2021 per l’adeguamento alle normative è però ora una realtà che appartiene al passato e gli esercenti possono tirare un respiro di sollievo, almeno per i due anni a venire.  La norma, sebbene non mutata nei contenuti essenziali in tema di distanziamento e luoghi sensibili, è stata emendata proprio in calcio d’angolo, quasi alla scadenza del termine di adeguamento originariamente previsto per il 2021. Alla fine del mese scorso il consiglio regionale delle Marche ha infatti approvato, con una maggioranza inaspettatamente ampia      (18 voti a favore e 10 contrari), l’articolo 8 in materia di gioco della proposta di legge n. 81 sulle “Disposizioni di adeguamento della legislazione regionale”. Articolo che proroga la scadenza delle disposizioni fino al 31 luglio 2023.

Il provvedimento tuttavia rimane una magra consolazione, che sottolinea la scarsa capacità della regione Marche di allinearsi alle modifiche intervenute a livello nazionale. La proposta iniziale, avanzata dal Consigliere Renzo Marinelli ed approvata a fine novembre, prevedeva infatti l’originaria richiesta di proroga fino al 2024. Tale richiesta era stata dettata dalla pressante esigenza di conformità con le norme statali: “l’articolo 8 va a modificare la legge regionale del 2017, in quanto dopo l’entrata in vigore di questa legge sono intervenuti degli atti normativi a livello nazionale, che richiedono la proroga del termine previsto per l’adeguamento degli esercizi che oggi offrono gioco” aveva dichiarato la consigliera regionale delle Marche Chiara Biondi, relatrice di maggioranza. Nonostante il prolungamento dei termini concesso in adeguamento alla legge nazionale, una considerazione conclusiva sorge spontanea: non sarebbe forse necessario adeguare le norme alle singole esigenze regionali e locali? Regioni come la Sicilia, che si estendono su una superficie di diverse migliaia di km² e che vantano una popolazione molto più numerosa, non sono paragonabili a luoghi, come le Marche, di estensione minore e con più scarsa densità di popolazione.

 

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