Gli eSport conquistano tutti, anche i professionisti

Gli eSport conquistano tutti, anche i professionisti

Sono tempi duri per gli sport face to face. Stando a una ricerca condotta in Texas, la cosiddetta Generazione Z – ovvero coloro i quali sono nati dal 1997 al 2012 – è sempre più lontana dai campi da gioco, preferendo ambienti virtuali quali PC, PlayStation e Xbox. Dunque, è chiaro che l’ascesa degli eSport è avvenuta a scapito degli sport tradizionali.

Nella fattispecie, gli eSport hanno visto una crescita esponenziale nel corso degli ultimi anni, complici il progresso tecnologico, che rende le dinamiche dei videogames sempre più simili alla realtà, e le numerose sponsorizzazioni; basti pensare che alcuni top club si sono mossi per creare la loro divisione eSport. L’FC Barcelona, ad esempio, ha recentemente fatto un altro passo avanti verso la creazione della sua divisione, firmando il suo primo accordo di collaborazione con Gamers Hub Media Events Europe (GHME).

GHME in particolare vanta una vasta esperienza nell’organizzazione di tornei eSport sia online e offline; in questo modo, l’FC Barcelona diventerà uno dei poli attrattivi più importanti al mondo, nonché il punto di riferimento per tutti i giocatori di sport virtuali.

Sorgono le prime scuole di eGames

Gli stakeholder degli eSport sono ottimisti riguardo alle prospettive del settore per il 2022, con circa l’88% che prevede un aumento degli investimenti e dell’attività commerciale nei primi sei mesi dell’anno. A pensarlo sono anche i principali siti di scommesse, che sempre più stanno puntando sugli eSport, offrendo varie opportunità di gioco e numerosi servizi all’interno del loro palinsesto, come la possibilità di puntate live e di bonus di benvenuto.

Fonte: unsplash.com

Gran parte dell’ottimismo circa la crescita del settore deriva dalle grandi aspettative per i fondi d’investimento dedicati agli eSport. In particolare, l’aumento degli investimenti, che in precedenza era previsto esclusivamente da soggetti privati come squadre sportive, celebrità e atleti, ora si ritiene arrivi anche dal mondo della finanza privata. Lo spropositato successo rende dunque necessario creare un unico organo nazionale, che possa regolamentare il settore e riunire sotto un solo scettro le decine di divisioni al momento esistenti.

In virtù di quanto ora riportato, appare motivata e giusta la scelta del Giappone d’istituire una scuola specializzata a Tokyo, denominata “Esport High School”. Nessun libro, ma 40 PC da gioco dove allenarsi su FPS, sparatutto in terza persona, RTS e MOBA. Coloro i quali studieranno in questo liceo, potranno ambire non solo a un futuro come gamer PRO, ma anche scegliere un percorso di studio come creatore di realtà virtuale, sviluppatore o designer di giochi / 3DCG, creatore di effetti speciali e programmatore.

eSport come piattaforma di lancio

Recentemente, è balzata alla cronaca la notizia di Cem Bolukbasi, ex videogamer che ha deciso di concorrere nel Campionato FIA di Formula 2. Dopo aver iniziato la sua carriera nella F1 Esports Series, Bolukbasi passerà ora alla F2: in tal modo, diventa il primo pilota al mondo ad aver compiuto il salto di categoria, passando così dalle corse virtuali alle gare vere e proprie. Cem Bolukbasi ammette che correre è sempre stato il suo sogno. E tutto questo è stato possibile solo grazie all’esperienza maturata con gli eSport, che hanno permesso a lui di fare il grande salto.

Fonte: unsplash.com

Di recente, ha dichiarato:“Credo che sia molto importante essere il primo giocatore a farlo, perché può dare speranza alle persone”.

I videogiochi competitivi continuano a integrarsi nella cultura popolare, e oramai sono seguiti non solo dagli appassionati, ma anche dalle persone più mainstreamer grazie allo streaming live proposto dalle piattaforme Twitch, Facebook e YouTube Gaming. Cresce altresì il merchandising, ultimo step che consacra definitivamente gli eSport nell’empireo delle attrazioni più seguite.

 

 

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