Violenza sulle donne, Anna Casini attacca la Regione

Violenza sulle donne, Anna Casini attacca la Regione

La vice capogruppo del Partito democratico: “Dimentica la prevenzione puntando tutto su un anacronistico modello repressivo”

ANCONA – “È davvero molto grave che in una giornata come quella di domani l’Assemblea Legislativa delle Marche venga espropriata nelle sue funzioni di rappresentanza, trasformando il tema della violenza sulle donne, autentica emergenza sociale nazionale, in una passerella politica a uso e consumo di un approccio che intende affrontare la questione solamente con gli strumenti della repressione, dimenticando completamente il fondamentale ruolo della prevenzione”.

È durissimo l’attacco portato dalla vice capogruppo regionale del Partito Democratico Anna Casini all’organizzazione della seduta assembleare aperta che si terrà domani in occasione della Giornata internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le donne.

“Scorrendo l’elenco degli interventi programmati – afferma Casini – si constata immediatamente l’assenza di tutto quel mondo che quotidianamente si adopera per prevenire e far emergere un fenomeno, spesso ben più esteso di quello fotografato dalle statistiche ufficiali, che continua a essere tra le prime cause di morte per tante donne. Penso al mondo della sanità, ai centri antiviolenza, alle associazioni delle donne, agli esperti del settore sociale. Anziché riportare in auge modelli tanto anacronistici quanto inefficaci, la Regione Marche, come negli scorsi anni, dovrebbe ascoltare con attenzione l’esperienza di queste realtà e sostenere anche economicamente il loro impegno. È infatti evidente che, a fianco delle iniziative legislative e della pur necessaria opera di repressione delle forze dell’ordine, la priorità odierna continua a essere una grande opera di educazione dell’universo maschile e un’iniziativa culturale capace di ridisegnare su base paritaria i ruoli di ambo i sessi nella società, nell’economia, nelle istituzioni e nella politica. Insomma, esattamente il contrario della prospettiva tracciata dalla destra regionale”.

 

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