Medicina del territorio, Cesetti: “Nelle Marche situazione ormai disperata”

Medicina del territorio, Cesetti: “Nelle Marche situazione ormai disperata”

Il consigliere regionale indica alcune possibili soluzioni e presenta un’interrogazione per conoscere quali provvedimenti la Giunta Acquaroli intende adottare

ANCONA – “È ormai evidente come la Giunta regionale non sia capace di dare risposte alle crescenti difficoltà del sistema delle cure territoriali, determinando una situazione senza precedenti, quasi disperata, che di fronte all’affacciarsi della quarta ondata di Covid-19 alza notevolmente il livello di rischio per la salute dei cittadini, con possibili gravi conseguenze per la tenuta dell’intero sistema sanitario. Dal giorno del loro insediamento, né il presidente né l’assessore alla Sanità hanno voluto confrontarsi in consiglio regionale su questi temi e hanno colpevolmente ignorato la necessità di aggiornare e integrare norme e accordi a disposizione della Regione per fronteggiare il profondo mutamento dei contesti socio-demografici regionali, che vedono una sanità territoriale sempre più sollecitata dai bisogni dei cittadini. Ora è tempo che vengano in Assemblea per rendere conto del loro operato”.

Così il consigliere regionale Fabrizio Cesetti (nella foto) annuncia un’interrogazione in Consiglio regionale per conoscere quali provvedimenti la Giunta Acquaroli intende adottare per tutelare la salute pubblica e potenziare la medicina del territorio.

“Il sistema delle cure territoriali – spiega Cesetti – soffre di problematicità complesse, a partire dalla grande difficoltà a reperire medici di assistenza primaria, di continuità assistenziale e dell’emergenza 118. Un po’ ovunque si stanno generando numerose carenze assistenziali per il pensionamento dei medici di medicina generale e, nel prossimo quinquennio, la situazione rischia di precipitare senza interventi immediati straordinari, come potrebbe essere l’aumento dei massimali per garantire l’iscrizione di tutti i cittadini attraverso una soluzione strutturata, anziché precaria e temporanea come quella proposta recentemente all’Asur”.

Un’altra proposta avanzata da Cesetti riguarda il servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica, dove secondo il consigliere dem sarebbe necessaria “la rivisitazione degli ambiti di competenza con l’accorpamento delle attuali sedi e l’incremento del numero degli abitanti con commisurati riconoscimenti stipendiali per il surplus lavorativo richiesto ai medici turnisti. Un problema che va risolto di pari passo a quello della scarsità di medici addetti ai Punti di primo intervento territoriale, che sono fondamentali nel drenare le pressanti indifferibilità del Pronto soccorso”.

“Infine – conclude Cesetti – nel potenziamento della medicina territoriale va quanto prima ridefinita la postazione del 118 con la sua trasformazione in equipaggio infermieristico e auto medica con
dottore a bordo che verrebbe allertata all’occorrenza aumentando la flessibilità e la disponibilità di figure mediche preposte a coprire i turni di servizio”.

 

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