Anche ad Ancona arriva la “stanza degli abbracci”

Anche ad Ancona arriva la “stanza degli abbracci”

Gli ospiti di Villa Almagià potranno riabbracciare i loro cari in totale sicurezza. Grazie al sostegno della Fondazione Cariverona, che ha sostenuto anche la mensa del povero

ANCONA – Dalla prossima settimana, anche gli ospiti della residenza per anziani e disabili “Villa Almagià” potranno finalmente riabbracciare, in tutta sicurezza, i loro familiari.

Il lockdown e le restrizioni conseguenti al protrarsi dello stato di emergenza epidemiologica  hanno inevitabilmente limitato la vita e gli incontri con gli affetti più cari, con comprensibile disagio:  per gli anziani e i disabili ospiti di strutture residenziali sono stati mesi molto difficili senza contatti veri e diretti con le persone più importanti.   La fragilità che li contraddistingue, vissuta nell’isolamento, li ha resi sempre più soli e a rischio depressione.

Gli incontri tra gli ospiti di Villa Almagià ed i familiari, pur già ripristinati con le modalità definite dal Ministero della Salute, sono stati di fatto sporadici, probabilmente anche per la complessità delle procedure.

Ed è proprio pensando agli ospiti ed alla loro sofferenza che il Comune di Ancona ha allestito la “stanza degli abbracci”, grazie anche alla collaborazione con la Fondazione Cariverona che ha finanziato il progetto nell’ambito di una serie di interventi destinati a supportare le persone più vulnerabili tra i quali – si ricorderà – la mensa per i poveri che, nei mesi più freddi in cui maggiore è il bisogno di un pasto caldo e di un posto in cui potersi ritrovare nel rispetto delle norme di sicurezza, ha dato risposta a molte persone.

Quella della stanza degli abbracci è un’idea innovativa, pensata per far fronte all’isolamento ed alla solitudine in cui hanno vissuto in questi mesi gli ospiti: una struttura tunnel gonfiabile dotata di una morbida parete trasparente perfettamente stagna ed isolante attraverso la quale gli ospiti potranno riabbracciare i propri parenti in totale sicurezza, completa di manicotti in morbido poliuretano che permettono di avvertire, senza rischi di contagio, quel calore generato dal contatto tra le mani che troppo spesso è mancato.

Una proposta che guarda oltre la situazione del momento – che si presenta in via di miglioramento – e che potrà assicurare il mantenimento del legame anche nei prossimi mesi, qualora le condizioni lo rendessero necessario.

Gli incontri saranno programmati previo accordo con la Direzione della residenza nelle giornate di lunedì, martedì e giovedì e saranno garantiti da personale dedicato e formato per offrire tutte le garanzie in termini di procedure e sicurezza.

La modalità di incontro proposta attraverso la stanza degli abbracci, affiancherà quelle già adottate che per l’accesso dei familiari prevedono:

–  avvenuta vaccinazione anti sars -covid 2 al termine del  prescritto ciclo;

– avvenuta guarigione da covid-19;

– effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con validità di 48 ore dall’esecuzione.

In vista dell’arrivo della bella stagione saranno privilegiati gli incontri in spazi aperti che si terranno nel giardino della struttura.

Le visite all’interno della struttura continueranno ad essere garantite in condizioni particolari: (ospite allettato, in condizioni critiche, ecc…).

Tutti gli accessi struttura da parte dei familiari saranno consentiti nel rispetto di tutte le norme anti-covid.

Portare affetto e calore, “volersi bene” e dimostrarlo con la modalità oggi possibili è la spinta alla base di questo tipo di iniziative, rivolte in particolare alle persone vulnerabili, agli anziani nei loro ultimi anni di vita.  Una urgenza  magistralmente espressa nella campagna di comunicazione per “La stanza degli abbracci” sollecitata dal Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19  e ideata dal  regista  Giuseppe Tornatore che ha voluto con sé il M° Nicola Piovani.

Nel ringraziare Tornatore, il Ministro per la Salute, Roberto Speranza, lo aveva ribadito con forza:  “dobbiamo volerci bene”.  E’ esattamente questo lo spirito che impronterà la stanza degli abbracci di Villa Almagià e tutti coloro che con essa si misureranno, fruitori e operatori.

 

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