Carlo Ciccioli (FdI): “Il Pd marchigiano fa politica sulla pandemia”

Carlo Ciccioli (FdI): “Il Pd marchigiano fa politica sulla pandemia”

di CARLO CICCIOLI*

ANCONA – Sono stucchevoli e di basso livello le polemiche del Partito democratico marchigiano sul coronavirus.

Nonostante la delicatezza della situazione che stiamo vivendo, gli esponenti locali del Pd continuano a fare politica sulla pandemia, senza rendersi conto che il motivo per cui siamo considerati ad “alto rischio” non è il numero dei contagi ma la tenuta del sistema sanitario regionale, che è il prodotto di 25 anni della loro gestione fallimentare e dei continui tagli.

L’ultimo è l’ex presidente del Consiglio regionale Mastrovincenzo che parla di una “retromarcia” della giunta Acquaroli circa la possibilità di far tornare gli studenti delle superiori a lezione in presenza.

Prima di tutto basterebbe che l’ex presidente del consiglio regionale leggesse l’ordinanza per rendersi conto che per primo Acquaroli si era riservato di rivalutare tale decisione sulla base dell’andamento epidemiologico regionale.

Proprio perché quando si tratta di scuole la decisione è sempre difficile e va ponderata. Quella di posticipare di qualche settimana in ritorno in classe, infatti, era dovuta al fatto che i primi giorni dell’anno i contagi erano in aumento e così anche il numero dei soggetti sintomatici, e dunque è stata una scelta prudenziale e temporanea per rallentare la rimessa in movimento di tantissimi ragazzi.

Già dalla seconda settimana dell’anno però, e fortunatamente, assistiamo ad un calo sia dei positivi testati che del numero dei sintomatici, con un Rt che è stabilmente sotto a 1 da un mese e mezzo: numeri che permettono di valutare il ritorno in classe degli studenti.

Forse Mastrovincenzo, troppo impegnato a fare politica sulla pandemia marchigiana, non si è accorto che il suo Governo per primo aveva annunciato l’apertura delle scuole il 9 dicembre, poi il 7 gennaio, poi l’11 gennaio e così via.

Ma il Pd nostrano non perde occasione per fare ammenda e rendersi conto che ad essere bocciato è proprio quella rete sanitaria regionale che loro hanno creato e che oggi fa fatica a sostenere l’impatto della pandemia.

*Capogruppo Fratelli d’Italia – Regione Marche

 

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