Il Centro ha una nuova struttura per dialogare con i territori e costruire un progetto nazionale

Il Centro ha una nuova struttura per dialogare con i territori e costruire un progetto nazionale

ANCONA – L’esito delle ultime elezioni ha dimostrato la validità di un’intuizione politica alternativa, seppure dentro un’alleanza resa necessaria dal sistema elettorale. Il percorso chiede ora una maggiore definizione organizzativa. “Anche alla luce del confronto che andrà aperto con altre esperienze nate nel territorio in vista delle prossime elezioni amministrative – commenta Domenico Novelli – la soluzione giudicata più adeguata da molti di noi è quella di un’associazione senza scopo di lucro di natura politica. Ci stiamo dotando di uno statuto condiviso, prevedendo un coordinatore per ognuna delle 5 province della nostra regione”.

“Il Centro – spiega Loretta Bravi – ha aperto una prospettiva politica; lo slogan utilizzato in campagna elettorale ha contraddistinto la nostra come una forza politica ‘in affitto’ all’interno di un’alleanza. Ciò indicava già l’esigenza di costruire nel medio e lungo termine una struttura più autonoma e rispondente a un’identità culturale e politica. Questa esigenza trova adesso una corrispondenza anche a livello nazionale, dove si vanno costituendo forze che condividono la stessa prospettiva”. Una corrispondenza formalizzata con la nomina di Loretta Bravi a coordinatrice regionale del progetto politico Insieme, che è stato in questi mesi il riferimento nazionale.

Proprio in qualità di coordinatore Bravi, dopo aver partecipato all’assemblea costituente, sta prendendo parte alle attività di dipartimento e alla fase programmatica, che ha definito i temi base dell’azione politica: dal Mes al Recovery Found, dalla salute alla sanità, dalla scuola all’università, dal mezzogiorno alla ripresa economica agli enti locali e così via. “Il nostro lavoro – conclude Bravi – resta lo stesso che ha visto nascere Presenza Popolare e Il Centro in questi anni. L’obiettivo non muta: rafforzare la nostra autonomia costruendo una rete di moderati cattolici e laici che intendano impegnarsi nella comunità marchigiana. I legami coi livelli nazionali dimostrano che questa visione che si è radicata nelle Marche è più che un’ipotesi di lavoro, è già una realtà con cui interagire”.

 

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