LE MARCHE AL VOTO / Incontri & commenti

LE MARCHE AL VOTO / Incontri & commenti

ANCONA – Il 20 e 21 settembre i marchigiani saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente della Regione e rinnovare il Consiglio regionale. La campagna elettorale sta ormai entrando nel vivo. Proponiamo oggi un aggiornamento degli appuntamenti programmati (quelli che ci sono stati comunicati) e alcune dichiarazioni.

GLI INCONTRI

OGGI (Martedì 1 settembre)

L’onorevole Emanuele Lodolini, candidato alle regionali per il PD nella coalizione di centrosinistra a sostegno di Maurizio Mangialardi sarà ad Ostra, con il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli in località Vaccarile, per una conviviale, alle ore 20.00, di oggi (martedì 1 settembre), per presentare il programma della coalizione per la regione Marche. Saranno presenti il consigliere uscente Enzo Giancarli e il sindaco di Castelplanio, Fabio Badiali.

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Sabato 5 settembre

Contrastare l’incedere dei cambiamenti climatici: questa deve essere la grande missione della prossima Amministrazione Regionale della Marche. Questa è l’unica grande richiesta che Legambiente farà ai prossimi candidati alla Presidenza della Regione Marche in occasione dell’incontro, promosso dall’associazione ambientalista Legambiente per confrontarsi con le forze politiche sui temi dell’ambiente e del futuro di questa regione, in programma sabato 5 settembre alle ore 11:30 presso il Centro Papa Giovanni XXIII a cui prenderà parte anche il Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.

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HANNO DETTO…

MAURIZIO MANGIALARDI / “Nei primi 100 giorni costruiremo un nuovo Patto per il lavoro e per il clima, il fare impresa e la rigenerazione delle Marche, fondato sulla condivisione delle scelte e la partecipazione di tutti i protagonisti. È urgente aprire una nuova fase e per arrivare all’azzeramento delle emissioni climalteranti entro il 2050, e il passaggio al 100% di energie rinnovabili entro il 2035″. Lo ha detto Maurizio Mangialardi, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Marche, durante un incontro elettorale a Fano.

“Lavoratori e sindacati, imprese e associazioni di categoria, professionisti, istituzioni locali e università – ha continuato Mangialardi – saranno impegnate ad analizzare e discutere e dare valore ai nostri progetti. Le linee guida principali per il nuovo “Patto” sono: lavoro, contrasto ai cambiamenti climatici, innovazione, sostenibilità, Europa e internazionalizzazione, formazione. Per dare piena attuazione ai progetti approveremo una nuova legge regionale sul lavoro e l’imprenditorialità, introducendo strumenti come: l’Agenzia regionale per il lavoro e l’impresa delle Marche, con lo scopo di governare il settore attraverso le strutture territoriali dei rinnovati Centri per l’Impiego; e i Centri di Imprenditorialità Diffusa, luogo di incontro, pubblico e privato, di istituzioni, università, sistema camerale e parti sociali, con lo scopo di rilanciare la competitività del sistema mettendo al centro l’impresa”.

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FRANCESCO BALDELLI / “Un atto di una prepotenza assoluta, oltre che scorretto e grave per il futuro della sanità. Il presidente Ceriscioli, che il suo stesso partito ha sfiduciato non rinnovandogli la candidatura, approva in extremis una delibera che vincola il suo successore a dare esecuzione al project financing per la realizzazione del nuovo ospedale, project financing elaborato dalla Renco, società che aveva finanziato la sua campagna elettorale – afferma Baldelli, vice presidente nazionale Anci e candidato al consiglio regionale nella lista di Fratelli d’Italia – In extremis, a soli due mesi dalla scadenza del suo mandato (l’atto porta infatti la data del 27 luglio ed è stato celato fino ad oggi), il governatore del Pd ha messo il sigillo ad una scelta grave, che non solo condizionerà le prossime sei legislature regionali ma – ed è l’aspetto più drammatico – vincola l’intera comunità marchigiana a pagare a privati il canone di disponibilità e dei servizi per circa 30 milioni annuali nei prossimi 30 anni. Con un esborso di denaro enormemente superiore a quello che sarebbe necessario se alla costruzione della struttura provvedesse il pubblico. Per l’opera, infatti, è stimato un investimento di 251 milioni di euro e la Regione ha stanziato i 121 milioni di euro che il project financing indicava come contributo pubblico – ricorda Baldelli – per un’opera il cui costo a seguito delle scelte scellerate di Ceriscioli e del Pd, grazie al coinvolgimento del privato, lieviterà ad una cifra prossima al miliardo di euro.

C’erano tutte le condizioni con un’analisi costi benefici per potenziare l’ospedale di Pesaro con risorse pubbliche, risparmiando enormi risorse da destinare alla salvaguardia degli ospedali esistenti, compreso Pesaro, e restituendo progressivamente servizi ospedalieri alle strutture chiuse nel 2015. Una soluzione più semplice e trasparente, che avrebbe persino consentito un risparmio sia economico sia di tempi. Ma è mancata la volontà politica. Per settimane ho chiesto ripetutamente che la Regione sospendesse la pratica in autotutela, non solo per lasciare al prossimo presidente l’onere e l’onore della decisione ma per valutare la completa legittimità dell’iter amministrativo che nei mesi scorsi è finito sotto la lente dell’Autorità nazionale anticorruzione. Vincolare l’azione politica del prossimo governatore della Marche, a soli due mesi dalle elezioni, è di una scorrettezza inaudita, anche e soprattutto perché, come accennato, è in corso un procedimento di vigilanza da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione, per riscontrare dei possibili vizi procedurali.

Vizi che eventualmente confermati dimostrerebbero l’irregolarità della procedura avviata da Ceriscioli e dalla sua maggioranza. Una maggioranza che continua a celare i documenti. Infatti nulla è stato detto di quest’ultimo atto approvato il 27 luglio. Un atto occultato fino ad ora, e nulla si continua a dire sull’ammontare dei canoni che la Regione sarà obbligata a versare ai privati per i prossimi 30 anni e che peseranno nei bilanci  dell’Azienda ospedaliera Marche Nord e quindi sul servizio sanitario regionale e sulla sorte degli altri ospedali pubblici come piombo – continua il candidato di Fdi -. Canoni che assorbiranno gran parte dei bilanci annuali, costringendo la Regione a trascurare le restanti voci sanitarie, con conseguente ulteriore taglio dei servizi pubblici e svilimento della loro qualità, di cui si avvantaggeranno solo i presidi ospedalieri privati. Con quale faccia tosta Mangialardi racconta da settimane, in ogni incontro pubblico, che con l’arrivo delle risorse del Ricovery Found ci saranno le condizioni economiche per rivedere le scelte prese da Ceriscioli?

Quando, non più di una decina di giorni fa, i candidati della lista Marche coraggiose gli hanno chiesto di abbandonare la strada del project financing, Mangialardi ha risposto che, essendo cambiate le condizioni economiche, la loro richiesta poteva essere accolta. A quella data, l’atto di Ceriscioli che vincola il suo successore a dare esecuzione al project financing era già stata approvato e secondo notizie di stampa l’azienda Marche Nord avrebbe definito lo schema del bando incaricando la Stazione unica appaltante delle Marche di procedere con la gara. Dobbiamo credere – conclude Baldelli – che Ceriscioli lo abbia fatto all’insaputa del suo aspirante erede, da lui stesso nominato? O, cosa più probabile, Mangialardi incarna perfettamente la continuità con l’amministrazione uscente e va promettendo da settimane, persino ai suoi stessi candidati, quanto non è in grado di mantenere, pur di racimolare qualche voto in più. Quello che sta succedendo è la dimostrazione lampante di quanto valgano le sue parole”.

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RIFONDAZIONE COMUNISTA / Tre notizie di questi ultimissimi giorni stanno scuotendo il mondo del lavoro. Eccole in sintesi.

1 – A Castel Cavallino di Urbino si è ribaltata una betoniera e purtroppo il conducente è morto sul colpo. E’ il secondo lavoratore che muore nella nostra provincia nel solo mese agosto e il quinto nelle Marche, sempre nel settore delle costruzioni, senza considerare i morti in quello dell’agricoltura. Non è possibile continuare con questo tributo di sangue, soprattutto nel settore dell’edilizia, ma occorre il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza, specie in previsione di prossimi massicci finanziamenti europei.

2 – A Carassai, in provincia di Fermo, i carabinieri hanno scoperto una vasta rete di caporalato, diretta da dei connazionali ma utilizzata da imprenditori del posto, che faceva lavorare in condizioni di brutale sfruttamento i braccianti agricoli pachistani. Non solo in Puglia, non solo in Campania, ma anche la Marche sono entrate nell’economia basata sull’illegalità e sulla sofferenza. E’ necessario rafforzare i controlli a tutti i livelli per stroncare simili traffici.

3 – Il Presidente nazionale della Confindustria Carlo Bonomi ha predisposto un documento, tipico dell’arroganza padronale, rivolto alle strutture territoriali e di categoria.

Egli disconosce il recente accordo “separato” del 31 luglio del settore alimentare che ha portato ad un aumento dei diritti e del salario (119 euro), equipara i lavoratori che hanno ricevuto gli ammortizzatori durante la pandemia a parassiti statali, ma non ha nessuna parola di critica al 30% delle imprese che hanno chiesto illecitamente la cassa integrazione pur continuando a lavorare.

Finge di non sapere che i contratti di lavoro che stanno rinnovando si basano sul “Patto per la fabbrica” del 2018, firmato dal suo predecessore Boccia, e che i contratti ormai scaduti riguardano ben 10 milioni di lavoratori, fra i quali quelli della sanità privata con contratto scaduto da 14 anni.

Il succo della sua linea politica è: niente divieto di licenziamento durante la pandemia, ripristinare l’assegno di ricollocazione (tanto paga lo Stato) e, soprattutto, niente aumenti salariali!

Nel denunciare la piaga delle morti sul lavoro e dello sfruttamento dei braccianti, ma anche di altri lavoratori, ci auguriamo che anche altre forze politiche vogliano indignarsi e ci aspettiamo dai sindacati una risposta forte, all’altezza della sfida totale che Bonomi ha lanciato a milioni di lavoratori del nostro Paese.

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ANGELO BERTOGLIO / I prossimi 20 e 21 di settembre, i cittadini delle Marche saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo Presidente della regione ed eleggere i nuovi consiglieri regionali.

Cosi com’è successo in tutte le ultime sfide elettorali, i sondaggi ci dicono che potrebbe cadere lo storico fortino della sinistra italiana con una clamorosa vittoria.

Ne è convinto Angelo Bertoglio, dirigente di FdI Marche e Vice Segretario nazionale di Riva Destra, movimento federato a Fratelli d’Italia che dichiara: il trend delle ultime elezioni regionali è molto chiaro è facilmente decifrabile. Gli Italiani chiedono e pretendono una svolta a destra con un Centrodestra unito che vince e convince, sarà così anche anche nelle Marche.

Il Centrodestra sta giocando una partita importante e fondamentale per il futuro dell’Italia e parte di questa partita, sarà giocata anche qui nelle Marche, in un campo da gioco che che va da Gabicce a San Benedetto del Tronto e noi saremo in prima linea con i candidati di Fratelli d’Italia per sostenere fedelmente il nostro Francesco Acquaroli.

Nelle Marche -precisa Sandra Amato, Coordinatrice regionale di Riva Destra- RD è cresciuta molto negli ultimi mesi, così proprio come FdI, infatti ad oggi, abbiamo coordinamenti a Ancona, Fano, Pesaro, Fermo, Senigallia e stiamo per presentare 5 nuovi coordinamenti territoriali, ma stiamo definendo anche le province di Ascoli Piceno e Macerata. Stiamo mettendo a disposizione di Fratelli d’Italia le nostre forze per portare nelle piazze e nei mercati di tutta la regione, le idee e progetti per una regione Marche nuova e che guarda al futuro con forza e coraggio.

Abbiamo la serietà, l’esperienza e la capacità per saper governare bene le Marche  e vogliamo dimostrare la differenza tra gestire e amministrare.

La regione Marche in tutti questi anni è stata gestita da gruppi e logiche partitiche, mentre noi vogliamo amministrarla in modo aperto e trasparente nel solo interesse dei Marchigiani.

Per questa importante sfida elettorale -riprende Angelo Bertoglio- abbiamo anche individuato dei candidati da sostenere nei collegi elettorali della regione a cui Riva Destra darà diretta invocazione per il voto di preferenza e qui sotto riportiamo i nominativi dei candidati nelle liste di Fratelli d’Italia:

Per la provincia di Macerata Elena LEONARDI e Francesco COLOSI

Per la provincia di Ancona Carlo CICCIOLI

Per la provincia di Pesaro e Urbino Francesco CAVALIERI

Per le elezioni comunali di Senigallia, sosteremmo la candidatura nella lista di Fratelli d’Italia di Ilaria BIZZARRI, mentre per il consiglio comunale di Macerata, sosterremo la candidatura nella lista di Fratelli d’Italia di Paolo RENNA

Riva Destra con la propria classe dirigente -precisano Sandra Amato e Angelo Bertoglio – non è solo un movimento federato a Fratelli d’Italia, oggi è una importante realtà interna al partito che con le proprie attività, cerca di aggregare e includere persone, movimenti e associazioni del territorio.

Proprio con questo spirito, abbiamo organizzato le ultime riunioni della direzione nazionale nelle Marche, Puglia, Veneto e Liguria, proprio per dare un segnale preciso di reale presenza, oltre che sostenere le iniziative del “Dipartimento nazionale rapporti con le associazioni di Fratelli d’Italia” guidato da Fabio Sabbatani Schiuma che è anche il fondatore e Segretario nazionale di Riva Destra. Fabio è stato nominato su indicazione diretta di Giorgia Meloni a guidare le iniziative del Dipartimento rapporti con l’associazionismo politico e soprattutto a presiedere la “Consulta dei movimenti e associazioni” federate a FdI.

Un importate strumento di aggregazione e di allargamento intorno al progetto di Giorgia Meloni per spingere e sostenere Fratelli d’Italia alla Vittoria anche nelle Marche.

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MANUELA CARLONI / “A poco più di due settimane dall’inizio dell’anno scolastico ci si interroga su come tutelare quegli insegnanti di ruolo considerati lavoratori fragili e quindi ad alto rischio di contagio da Covid – 19, continuando a garantire nel frattempo la continuità dell’attività didattica. Sulla questione c’è un vuoto normativo che va colmato. Parliamo di docenti perfettamente in grado di insegnare, che potrebbero tranquillamente dare il loro prezioso contributo da remoto, come risorsa aggiuntiva ai supplenti nominati per la sostituzione in classe”.

E’ la proposta con cui Manuela Carloni, storico segretario regionale della Cgil, settore scuola, in corsa alle prossime regionali nel collegio di Ancona tra le file del Pd, intende dare il suo apporto al grande lavoro fatto sinora dalla Regione Marche per risolvere, in sinergia con tutte le parti sociali, le criticità evidenziate dal Covid – 19.

“Certo – prosegue Carloni – tutto questo comporterebbe costi aggiuntivi, ma si tratta di un investimento capace di trasformare una difficoltà in opportunità. E’l’occasione per restituire alla scuola quella flessibilità spazzata via da anni e anni di tagli scriteriati attuati dai vari governi di centrodestra che si sono succeduti nel tempo. Un docente fragile può ad esempio sostenere con la DaD gli studenti in difficoltà, anche in compresenza, durante le ore di lezione, collegandosi da casa e favorendo la gestione dell’insegnamento a piccoli gruppi, oppure intervenire in altri orari, per esempio nel pomeriggio, con corsi di recupero o approfondimento”.

Una ricetta parte di un progetto complessivo, che, secondo Carloni, deve anche prevedere il ripristino del medico scolastico, fondamentale, soprattutto in questo delicato momento storico, per sostenere i referenti Covid dei vari istituti nella gestione di eventuali casi di positività al virus.

“Naturalmente – prosegue la candidata – per far funzionare il sistema occorre unire tutte le risorse del territorio, attraverso patti di comunità, una rete in cui ciascuno metta a disposizione le proprie competenze per costruire insieme il cambiamento che l’emergenza sanitaria ci impone di affrontare”.

“Mi auguro – conclude Carloni – che, almeno in questa particolare circostanza, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per le Marche non rimanga in silenzio, ma decida di collaborare facendosi portavoce delle istanze più volte sollevate per non vanificare il grande sforzo compiuto dalle istituzioni marchigiane in vista del ritorno in aula”.

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DIPENDE DA NOI / Un recente comunicato stampa della Regione Marche, a corredo di foto che illustrano la comunicazione da parte del presidente Ceriscioli e della vicepresidente Casini, recita: “Una residenza per disabili gravi sarà realizzata a San Benedetto del Tronto, grazie all’applicazione della delibera assunta dalla giunta regionale il 5 agosto 2020, che prevede un incremento pari almeno al 12% dell’offerta complessiva convenzionabile, con l’obiettivo di una distribuzione territoriale in grado di coprire le aree a maggior carenza di posti letto della regione.”

Una bella notizia, se fosse corretta.

La delibera citata autorizza l’incremento “all’interno dei posti letto già accreditati di residenzialità estensiva per persone non autosufficienti (R2.2-R2D)”.

Quindi la delibera non si riferisce a residenze per disabili gravi (e infatti la “sigla” delle residenze per disabili gravi è RD2) e non riguarda nuove strutture, perché i posti letto devono essere già autorizzati ed accreditati.

Quindi è una brutta notizia per i disabili gravi di quel territorio?

No, perché anche senza bisogno di citare una delibera che non c’entra nulla, visto che quel territorio ha un basso indice di dotazione di queste strutture, in base all’atto di fabbisogno, si potevano già convenzionare posti letto di quella tipologia, se fossero stati presenti.

L’ASUR e nello specifico l’Area Vasta 5, con determine recenti, le cui motivazioni ed i collegamenti con le delibere regionali andrebbero approfondite.

Pressappochismo? Superficialità?

Parafrasando la famosa battuta di Totò si potrebbe dire “Poi dicono che uno si butta a destra”.

 

 

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