Un successo inimmaginabile per la 41esima edizione del Rof

Un successo inimmaginabile per la 41esima edizione del Rof

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Si chiude la 41esima edizione del Rossini Opera Festival, realizzata con uno sforzo organizzativo compiuto in condizioni proibitive e in tempi molto ristretti, causa il lockdown.

Elogi e ringraziamenti sono stati fatti dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci, il sovrintendente del Rof, Ernesto Palacio e dal presidente del Rof, Daniele Vimini, in una conferenza stampa, nella sala del Consiglio Comunale.

E’ stato lo stesso Vimini ha presentare i dati di questa edizione del Rof che passerà alla storia. Ma prima una cronistoria sul Rof che fino all’ultimo poteva essere annullato, come tanti altri eventi in Italia.

La decisione di andare in scena è stata annunciata il 19 maggio  e il lavoro di allestimento di è potuto solo avviare il 3 giugno, non appena finita la fase di smartworking.

La prima giornata di prove di regia in palcoscenico si è tenuta il 13 luglio, 40 giorni dopo. In poco più di un mese, quindi, è stato portato a termine un gigantesco volume di attività: la costruzione dell’allestimento della Cambiale di matrimonio (300 metri cubi),trasportati con l’impegno di 5 bilici da 12 metri; la realizzazione di una pedana di 230 metri quadri che ha ricoperto tutta la platea del Teatro Rossini fino al livello del palcoscenico, così da consentire all’orchestra di suonare con il giusto distanziamento; la creazione di un’arena in Piazza del Popolo, con palcoscenico da 330 metri quadri e una buca d’orchestra da 140 metri quadri, nonché una platea sotto le stelle da 2.300 metri quadri nella quale svolgere gli altri concerti.

Il tutto, rispettando tassativamente le norme di sicurezza poste a tutela della salute di artisti, maestranze e spettatori.

Quindi Vimini ha presentato i dati. Il botteghino ha fatto registrare 5.900 presenze ed un incasso di 195.182 euro, che in tempo di covid è un traguardo ragguardevole. Nonostante gli ostacoli ai viaggi internazionali, la percentuale di stranieri si è attestata al 33%, con 14 nazioni rappresentate in ordine di importanza: Francia, Germania,Belgio, Austria, Svizzera, Regno Unito, Spagna, Israele, Satti Uniti Hong Kong, Grecia, Finlandia, Lussemburgo e Cile.

Alla conferenza di chiusura del Rof erano presenti  l’assessore comunale Francesca Frenquellucci, il presidente Amici del Rof, Paola Pietrangeli Tittarelli, rappresentanti delle due orchestre che hanno suonato in questa edizione 2020, rappresentanti della Fondazione Rossini e Marta Mancini presidente dell’Ente Concerti.

Ernesto Palacio, sovrintendente del Rof, ha sottolineato che per rinsaldare il legame con il numeroso che, soprattutto dall’estero, non ha potuto essere a Pesaro questa estate, è stata trasmessa in streaming gratuita sul sito web e sui canali social del Festival la serata inaugurale, con la Cantata Giovanna d’Arco e l’opera La cambiale di matrimonio con 23.000 contatti. Sempre allo scopo di ampliare il pubblico e di diffondere la musica di Rossini, la prima e l’ultima serata di Giovanna d’Arco e La cambiale di matrimonio sono state videoproiettate in piazza del Popolo. Inoltre, il cilo dei Concerti al Museo, dove hanno potuto partecipare solo 8 persone per concerto, è stato interamente trasmesso in diretta Facebook sulla pagina del Rof.

Ma quest’anno il festival rossiniano proporrà una sezione autunnale in programma dal 1 al 29 novembre. In calendario il Concerto finale dell’Accademia rossiniana; una selezione dei Peches de viellesse eseguita dal pianista Alessando Marangoni (14 novembre); la Messa di Milano, mai eseguita al Rof, diretta da Ferdinando Sulla, proposta assieme al Miserere (15 novembre); tre recite del Barbiere di Siviglia messo in scena Pier Luigi Pizzi (25,27 e 29 novembre) e diretto da Michele Spotti: infine, due recite del Viaggio a Reims di Emilio Sagi con gli allievi dell’Accademia Rossiniana 2020 diretti da Alessandro Cadario (25 e 28 novembre).

 

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