Ultimo incontro promosso dalla Fondazione Rossini alla presenza del presidente Gianni Letta

Ultimo incontro promosso dalla Fondazione Rossini alla presenza del presidente Gianni Letta

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Si è svolto l’ultimo incontro organizzato dalla Fondazione Rossini nella sala del Consiglio comunale dal titolo. Numerosi e autorevoli gli enti patrocinatori: Comune di Pesaro, Rossini Opera Festival, Regione Marche, Mibac e banca Intesa San Paolo. Presenti all’incontro il presidente della Fondazione Gianni Letta, il vice presidente Catia Amati, il presidente del Rof Daniele Vimini, il sovrintendente del Rof Ernesto Palacio, il direttore scientifico della Fondazione Rossini Ilaria Narici, il direttore editoriale della Fondazione Daniele Carnini.

Il presidente Vimini ha voluto sottolineare lo stretto rapporto fra Rof e Fondazione Rossini e come la macchina produttiva e organizzativa sia stata sempre in movimento in questi sei mesi legati al covid. Dopo la valorizzazione del Museo Nazionale Rossini, dove attualmente vi è un centro estivo per bambini, è in corso, anche per la passione e la competenza di Sergio Ragni, la ridefinizione di casa Rossini, che dovrà avere sempre più un ruolo museale.

Attualmente Casa Rossini e il Museo Nazionale Rossini ospitano fino al 29 novembre 2020, la mostra Maometto II (1820-2020), a cura di Catia Amati, Lucia Ferrati, Maria Chiara Mazzi e Andrea  Parissi con la collaborazione di Sergio Ragni e Luigi Cuoco. Fondazione Rossini e Rossini Opera Festival sempre dinamici e rivoluzionari, con La cambiale di matrimonio, rappresentata a Pesaro per il Rof e che a gennaio sarà rappresentata in Oman.

Per il presidente Gianni Letta, Rossini è più forte del virus. Quest’anno il festival non ha presenze straniere ma un numeroso  pubblico italiano ed il successo è pari alle attese.

Lo stesso, ha proseguito il presidente Letta, vale per la fondazione che ha intensificato la sua attività. Con la digitalizzazione del materiale si permette di percorrere strade nuove. Oggi sono a Pesaro, ha sottolineato Letta, per rendere gratitudine ai componenti della Fondazione Rossini. Ilaria Narici,direttore scientifico della Fondazione, ha voluto evidenziare il lavoro silenzioso e attivo in questi mesi di lockdown. Ancora, ha sottolineato la professoressa Narici, vi è molto lavoro e si è aperto un dialogo costante con altre Fondazioni: Puccini, Donizetti, Verdi e Bellini. In questo scambio di dialogo e competenze sta per nascere una rete fra i vari centri studi. Un primo momento di confronto vi sarà il 20 novembre a Bologna con l’incontro il Saggiatore Musicale. Dopo la lunga esperienza di Bruno Cagli, la fondazione ha aperto alla collaborazione con giovani studiosi. provenienti da tutto il mondo.

Due progetti in corso : lo studio sull’opera rossiniana Edoardo e Cristina e lo studio del manoscritto di un’opera giovanile, la Messa di Milano. Ma ci stiamo avviando nello studio dell’edizione napoletana di Matilde di Chiabran, dopo aver portato al successo al Rof, l’edizione romana.

Inoltre, grazie agli studi di Marco Beghelli, vengono studiate le cantate di Rossini, raccolte in un volume. Quest’anno il Rof ha presentato la Cantata Giovanna d’Arco. Dunque ancora molto lavoro per l’edizione critica delle opere rossiniane. Entro l’anno uscirà il V volume dell’Epistolario rossiniano con lettere e documenti del periodo che va dal 1836 al 1839. In particolare emerge la figura diplomatica, di un Meternick affettivo, che Rossini seppe svolgere nel rapporto fra le sue donne, Isalbella e Olympe. Infine entro l’anno vi sarà la pubblicazione di Demetrio e Polibio da parte di Daniele Carnini.

E proprio il direttore editoriale Carnini si è voluto soffermare sul valore editoriale che dovrà assumere il bollettino rossiniano; un cambiamento della rivista che diventerà scientifica e aperta al mondo. Proseguono gli studi sulla collana tesi rossiniane e la collana dei libretti: in uscita Elisabetta regina d’Inghilterra curato dal prof Scarton. Infine il presidente della Fondazione Rossini, Gianni Letta ha voluto ringraziare i rappresentanti di Intesa San Paolo e Bcc di Pesaro, per l’apporto finanziario alla Fondazione.

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