“La sanità che vorremmo” per fare delle Marche una regione migliore

“La sanità che vorremmo” per fare delle Marche una regione migliore

Un documento nato in modo spontaneo da un gruppo di medici ed infermieri come proposta di miglioramento delle politiche regionali per la salute

ANCONA – “Marche: la salute che vorremmo” è un documento che nasce in modo spontaneo da un gruppo di medici ed infermieri come proposta di miglioramento delle politiche per la salute nella regione Marche.

“Mandiamo un segnale alla politica marchigiana” spiega il gruppo di professionisti della sanità “perché faccia un salto di qualità nella gestione delle politiche sanitarie della regione, mettendo a frutto il capitale che la pandemia da Covid-19 ci ha lasciato”.

Si tratta di suggerimenti e considerazioni senza alcuna appartenenza politica, ma nati da una serie di “valori” che possono dare aiuto ed essere fondanti per la politica regionale sul tema della salute, valori semplici e condivisibili, che richiederanno impegno ed investimenti a chi li vorrà fare propri, data la complessità del tema.

Primo tra tutti il sostegno al Sistema Sanitario Nazionale nel cui “abbraccio” ognuno di noi ha diritto a cure gratuite e dignitose.

Chi sono gli autori di questo documento? Tamara Campanelli, infermiere coordinatore, Luisanna Cola, direttore Anestesia e Rianimazione, Francesco Di Stanislao, professore ordinario di Igiene, Claudio Maria Maffei, medico igienista, Paolo Marinelli, infermiere dirigente, Gabriele Pagliariccio, chirurgo vascolare, Guido Sampaolo, medico di medicina generale.

I valori e le priorità sono simbolicamente dieci e vanno dalla centralità della prevenzione (a tutti i livelli) alla tutela delle fragilità, dal sostegno alla domiciliarità nella comunità di appartenenza alla riorganizzazione della rete dell’emergenza/urgenza territoriale. E poi, sul lato strettamente lavorativo e della formazione, le scelte dei professionisti sanitari a livello dirigenziale che puntino solamente su competenze comprovate; progetti reali di reti cliniche e percorsi assistenziali innovativi dal punto di vista organizzativo; formazione fin dall’università coerente con i nuovi modelli interculturali ed organizzativi. Inoltre un argomento estremamente attuale: l’informatizzazione, che deve divenire una delle priorità assolute (dal fascicolo elettronico alla telemedicina) per migliorare l’efficienza dei servizi; la gestione del rapporto con il privato convenzionato seguendo un principio di integrazione e non di concorrenza con il sistema sanitario nazionale; la rilevanza della comunicazione delle decisioni con i portatori di interesse (cittadini, forze sociali, ecc.) per condividere i processi decisionali.

“La salute – in sintesi – va perseguita in tutte le politiche di settore, non solo nell’ambito specifico della sanità”.

QUI SOTTO il documento:

Manifesto salute

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.altrogiornalemarche.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: